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Economia

Auto, la crisi dei microchip affonda il mercato in Italia: -32,7%

Tra le cause anche le incertezze sugli incentivi. Ma la Case hanno rallentato la produzione per la mancanza di componenti elettronici

Di Redazione

Crolla a settembre il mercato italiano dell’auto: le immatricolazioni sono state 105.175, il 32,7% in meno dello stesso mese del 2020. Colpa della crisi dei microchip che ha provocato fermi di produzione, spiega il Centro Studi Promotor. L’Unrae sottolinea che si tratta di una perdita di oltre 300 mila auto, con una flessione del 20,6% rispetto allo stesso periodo 2019. Presenta un segno positivo il bilancio dei nove mesi con 1.165.491 consegne, in crescita del 20,6% sull'analogo periodo del 2020. 

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 «Con l’avvento del virus i produttori di microchip avevano ridotto i programmi di produzione ritenendo che vi sarebbe stato un calo di domanda legato al lockdown e in generale agli effetti negativi della crisi sanitaria. E’ successo invece esattamente il contrario» spiega il centro Studi Promotor. «Il continuo stop and go degli incentivi non aiuta certo il mercato dell’auto ad agganciare l’attuale fase di ripresa dell’economia nazionale e a ridurre l’handicap dovuto alla crisi dei semiconduttori» afferma il presidente dell’Unrae Michele Crisci che ribadisce l’appello al Governo «affinché faccia rientrare il finanziamento dell’Ecobonus all’interno di una strategia di lungo periodo per l'intero settore dell’automotive. 
 

«Il rapido esaurimento delle risorse pochi giorni dopo il rifinanziamento di inizio settembre è la dimostrazione del fatto che l’effetto 'attesà per i nuovi incentivi e la loro erogazione 'a singhiozzò sono dannosi sia per la domanda che per la rete di vendita. Auspichiamo, per il futuro, che si delinei una programmazione delle misure di sostegno alla domanda coerente con un piano strategico complessivo di accompagnamento del settore nella transizione ecologica!, spiega Paolo Scudieri, presidente dell’Anfia. che rivede al ribasso le previsioni di chiusura d’anno, a circa 1.500.000 immatricolazioni, l’8,5% in più rispetto al 2020 e il 21,8% in meno rispetto al 2019. 
 Stellantis ha immatricolato a settembre 33.330 auto, il 41,6% in meno dello stesso mese del 2020, con la quota che scende dal 36,5% al 31,7%, raggiungendo nei nove mesi quota 445.957, in crescita del 20,1% sull'analogo periodo del 2020. 
 Gli incentivi continuano a sostenere la crescita dei modelli elettrificati: le ibride arrivano al 31,3% di quota (28,2% nel periodo gennaio-settembre). Le plug-in raggiungono il 5,2% (4,5% nei 9 mesi), mentre le elettriche pure balzano all’8% di quota, raddoppiando la percentuale dell’intero periodo, da gennaio a settembre. 
 

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