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Economia

Bankitalia mette in guardia sulle criptovalute: «Sono troppo instabili»

Di Andrea D'Ortenzio 

Resta alta la guardia delle autorità di vigilanza e delle banche centrali sulle criptovalute le cui instabilità, come ammonisce la vice dg della Banca d’Italia Alessandra Perrazzelli, «se non opportunamente controllate possono in prospettiva comportare eventuali tensioni sui mercati finanziari». Il rischio è quello di una reazione a catena che comporti vendite, corse agli sportelli e la perdita dell’intero capitale di chi vi ha investito. 

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La diffidenza in Usa, Europa, Cina e Russia e che è condivisa da molti grandi nomi del comparto privato, è aumentata dopo la caduta dei valori nelle ultime settimane, frutto anche della stretta monetaria avviata dalla Federale Reserve Usa che sta mettendo fine all’abbondante liquidità e ai tassi zero di questi anni.

Le criptovalute viaggiano così lontani dai valori massimi toccati a novembre quando il Bitcoin aveva raggiunto i 58mila dollari contro gli attuali 38mila. I timori delle banche centrali (molte delle quali stanno lavorando a una loro valuta digitale che abbia tutte le caratteristiche di una moneta a differenza da quelle cripto che sono piuttosto degli asset finanziari) sono riferiti anche ad altri tipi di rischi. In primis il riciclaggio, come emerso anche dalle recenti truffe scoperte dal superbonus i cui ricavati venivano in parte investiti in criptovalute. 

 Secondo la Perrazzelli, che parlava al convegno Assiom Forex, oltre 33 miliardi di dollari di cripto-attività sono stati oggetto di riciclaggio a partire dal 2017. E negli Usa fa scandalo la coppia Ilya Lichtenstein e Heather Morgan, arrestata nell’ambito del maxi sequestro di Bitcoin rubati da Bitfinex nel 2016. Valute digitali che hanno ora un valore di 4,5 miliardi di dollari. Atro pericolo è quello delle 
 «truffe di uscita» ("rug pull"): un’offerta iniziale di cripto-valute in cui i promotori abbandonano il progetto non rimborsando gli investitori 
 Le criptovalute non devono però, rileva, mettere a rischio i pregi dell’innovazione finanziaria. Le opportunità del Fintech devono essere permesse e anzi agevolate da un nuovo set di regole in equilibrio difficile ma possibile e apparentemente n contraddizione: «innovazione» e «stabilità», «rapidità» e "sicurezza» nello svolgimento delle transazioni. La Ue ci sta provando, rileva con un nuovo quadro di norme che prenderanno corpo nei prossimi mesi mentre la Bce sta portando avanti il progetto di euro digitale. La Finanza decentralizzata (DeFi) infatti. è in grado di apportare più concorrenza, inclusione ed efficienza e l’Europa non può permettersi di restare indietro. 

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