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Economia

Bankitalia: «In Sicilia occupazione ferma al 41%, dato preoccupante»

Il numero degli occupati è diminuito in particolare per alberghi e ristoranti e nei servizi collettivi e personali

Di Redazione

Nel 2020 la dinamica dell’occupazione ha fortemente risentito della pandemia e delle misure volte al suo contenimento. In base ai dati Istat l’occupazione e` diminuita in media dell’1,1 % (quasi 15.000 persone in meno) a fronte di una riduzione del 2,0% nel Mezzogiorno e nella media nazionale. Questo quanto si legge nel rapporto sull'economia della Sicilia presentato questa mattina dalla sede regionale dell’istituto centrale dal direttore Pietro Raffa. Ma quello che è un "dato di fondo preoccupante", per usare le parole del direttore della sede, è il tasso di occupazione per gli individui tra i 15 e i 64 anni e` rimasto sostanzialmente stabile al 41,0% (58,1% il dato italiano). Dopo la drastica diminuzione dei livelli occupazionali nel secondo trimestre in regione, la ripresa delle attivita` nei mesi estivi e le minori restrizioni adottate in autunno hanno permesso un parziale recupero del numero degli occupati.

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Nel 2020 la dinamica dell’occupazione ha fortemente risentito della pandemia e delle misure volte al suo contenimento. In base ai dati Istat l’occupazione e` diminuita in media dell’1,1 % (quasi 15.000 persone in meno) a fronte di una riduzione del 2,0% nel Mezzogiorno e nella media nazionale. Questo quanto si legge nel rapporto sull'economia della Sicilia presentato questa mattina dalla sede regionale dell’istituto centrale dal direttore Pietro Raffa. Ma quello che è un "dato di fondo preoccupante", per usare le parole del direttore della sede, è il tasso di occupazione per gli individui tra i 15 e i 64 anni e` rimasto sostanzialmente stabile al 41,0% (58,1% il dato italiano). Dopo la drastica diminuzione dei livelli occupazionali nel secondo trimestre in regione, la ripresa delle attivita` nei mesi estivi e le minori restrizioni adottate in autunno hanno permesso un parziale recupero del numero degli occupati. 

 Tra i settori, il contributo più consistente al calo dell’occupazione è pervenuto dai servizi: il numero degli occupati è diminuito in particolare per alberghi e ristoranti e nei servizi collettivi e personali, comparti che sono stati maggiormente interessati dagli effetti della crisi pandemica. Si è ridotto in misura maggiore il numero dei lavoratori che svolgevano l’attività tempo pieno. Il numero di ore lavorate ha registrato un eccezionale calo (-10,2%) e si è osservato il valore minimo dall’anno di disponibilità del dato a livello regionale, il 2004.

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