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Economia

Bivio Intel: Giorgetti “tifa” per Torino e Catania si ribella alla Lega

Sembra svanire il progetto di un stabilimento Intel nell'Etna Valley per la produzione di chip dopo le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico

Di Redazione

Il 19 settembre era stato equidistante fra le candidature di Torino e Catania per ospitare una delle nuove fabbriche di chip di Intel in Europa: «Prima si deve vincere come “Sistema Italia”, è importante che la partita non la giochi solo Torino». Ma adesso, in chiusura di campagna elettorale, andando a Torino a sostegno dei candidati locali, il ministro Giancarlo Giorgetti ha lanciato pubblicamente la candidatura dell’area industriale di Mirafiori. Un Giorgetti pressato dalle rivalse nordiste della base tradizionale del partito, contro il “nazionalismo” di Salvini. 

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E l’uscita del ministro dello Sviluppo economico a sfavore di Catania, oltre  a fare emergere le contrapposizioni interne ai vertici del Carroccio sulla linea politica, crea non pochi problemi in Sicilia, dove Salvini punta a conquistare la guida della Regione e delle città di Palermo e Catania.

Non a caso il “caso Giorgetti-Intel” è stato al centro del dibattito, dopo che il sindaco di Catania, Salvo Pogliese aveva acceso la fiamma della speranza, perorando con fervore l’investimento del colosso americano dell’hi-tech.

Attacca l’ex sindaco etneo, Enzo Bianco, da sempre sostenitore del modello Etna Valley:  «Il ministro leghista Giorgetti, che conosco e stimo nella naturale differenza politica, manifesta l'intenzione di portare questo stabilimento a Torino perché ritiene “che qui ci siano talenti, capacità, intelligenze, innovazione assolutamente adatte per un investimento di quel tipo”. Questa non la capisco. Davvero. Come se a Catania non ci fossero talenti, capacità, intelligenze. Comprendo che ci sono le elezioni a Torino, ma lui è un ministro. Giorgetti lo sa che a Catania c’è l’Etna Valley? Che c’è uno degli stabilimenti più importanti della StMicroelectronics con un centro di ricerca tra i più importanti al mondo? Che il Pnrr prevede che il 40 per cento delle risorse vanno destinate al Sud? E che vi sono incentivi che potrebbero attrarre Intel proprio a Catania?», chiede provocatoriamente Bianco. 

Dalla Sicilia un appello trasversale. Sinistra Italiana, ad esempio, si augura vivamente che Intel «decida di investire a Catania - scrivono in una nota Giolì Vindigni, segretario del circolo “Salvatore Novembre”, e Pierpaolo Montalto, segretario provinciale della federazione etnea -. la nostra città ha bisogno di investimenti, i nostri giovani hanno bisogno di sperare in un futuro migliore e il Sud ha bisogno immediato d’iniziare a recuperare il gap profondissimo che lo separa dal Nord. Chissà se la neoleghista Valeria Sudano, candidata in pectore a sindaca di Catania, riuscirà a far cambiare idea ai tantissimi suoi colleghi parlamentari della Lega Nord… pardon della “Lega Salvini”».

Per Angelo Villari, segretario dell’Unione provinciale del Pd, «il ministro Giorgetti, anziché spalleggiare l’ipotesi Catania, si è espresso a favore dell’apertura del nuovo polo nel Torinese. Non facciamo alcun campanilismo, tuttavia è evidente che la Sicilia, e nello specifico Catania, non possano perdere un’occasione di sviluppo senza precedenti tale da consentire la chiusura della filiera nel comparto elettronico mediante un player di prestigio internazionale. Il governo regionale, dal canto suo, faccia sentire la propria voce anziché tacere».

Critico l’appello lanciato dalla deputata dell’Ars Angela Foti (Attiva Sicilia) alla Regione e alla ministra per il Sud, Mara Carfagna: «Intel si era detta pronta a investire diversi miliardi di euro, considerando il Catania come possibile sede. Negli ultimi giorni, però, la decisione sembra essere in dubbio con un pressing “istituzionale” a favore di Mirafiori. Ma Catania è una sede produttiva di alto livello ove trovano sede già importanti stabilimenti di diverse multinazionali, ha il know-how necessario per ospitare nuovi insediamenti tecnologici e ha un legame strettissimo con l’Università. Per queste ragioni Catania è la sede ideale per ospitare il nuovo sito produttivo di Intel. Le dichiarazioni di Giorgetti - prosegue Foti - sono gravi, specie se confrontate col governo nazionale che intende favorire lo sviluppo del Sud. Mi appello al governo regionale e alla ministra per il Sud, Mara Carfagna, per unire i benefici della Zes ai fondi del “Pnrr”. Auspico che entro la metà di ottobre, data in cui Intel comunicherà i suoi intendimenti, si possano incontrare gli amministratori e dell’azienda per caldeggiare Catania.  E il territorio si muova sinergicamente». 

 

Musumeci: «No alla logica anti Sud»

«Se un colosso dell’hi-tech è pronto ad investire in Italia, con un progetto ambizioso che darà impulso all’economia e all’occupazione, a decidere non può essere la solita logica che privilegia il Nord a discapito del Sud. Nel pieno della progettualità di una ripartenza, che non può certo essere a due velocità o, peggio, azzoppata sul nascere, non si può continuare con la politica assistenzialista che ha sempre mortificato il Mezzogiorno», ha detto dal canto suo il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ricordando che «il governo di Roma, con il ministro per lo Sviluppo economico, aveva garantito per l’insediamento di Intel una partita da giocare facendo perno sul "sistema Italia" e sulle migliori credenziali dell’area da individuare». 

 «E a questo noi siamo fermi - aggiunge Musumeci -, pur leggendo sulla stampa di pressioni e rivalse nordiste, di dichiarazioni a sostegno del candidato sindaco di Torino e del così contestuale, addirittura dichiarato, «tifo» per la candidatura di Mirafiori a discapito di Catania. Siamo certi che la squadra del cuore di un ministro della Repubblica non può che essere l’Italia. Così come - se la «competizione sarà sulla capacità di offrire competenze ed intelligenze"- la Sicilia, con i suoi centri di ricerca e, non ultimo, uno dei più importanti stabilimenti di microelettronica del mondo - conclude il Govaernatore della Sicilia -, non può che essere in partita e rivendica a pieno titolo l’insediamento del futuro stabilimento di Intel».
 

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