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Economia

Bonus edlizi a rischio con la stretta sulla cessione del credito: allarme dei tecnici del Senato

Di Redazione

La stretta sulla cessione del credito del Superbonus e dei bonus edilizi prevista dal dl Sostegni-ter «potrebbe costituire una misura efficace per il contrasto alle frodi. Tuttavia, la restrizione introdotta appare altresì suscettibile di ridurre in modo significativo, per la sua portata rispetto alla disciplina previgente, le concrete possibilità di accesso al finanziamento degli interventi agevolati, attraverso lo strumento delle cessioni del credito; la qual cosa potrebbe dar luogo a ricadute in ordine all’entità degli investimenti futuri nel settore». Lo si legge nel dossier del Servizio Bilancio del Senato dedicato al decreto.

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Nella stima degli effetti finanziari associati alle detrazioni fiscali ad esempio del Superbonus, ricorda il Servizio Bilancio, «sono stati sempre contabilizzati nei saldi di finanza pubblica le maggiori entrate a titolo di IVA, IRPEF/IRES ed IRAP che sono state ipotizzate come ascrivibili all’effetto correlato alla spesa indotta (ossia i maggiori investimenti nel settore). Tali effetti positivi stimati - sottolineano i tecnici - potrebbero risentire della forte riduzione introdotta con il provvedimento in commento circa le possibilità di cessione dei crediti di imposta, per cui appare opportuno acquisire la valutazione sul punto. Si suggerisce pertanto un approfondimento in ordine al profilo evidenziato al fine di poter riscontrare l’affermazione che si legge in Relazione tecnica per cui le disposizioni in commento non recano maggiori oneri per la finanza pubblica». 

 «Il Servizio Bilancio del Senato segnala che le restrizioni alle cessione del credito disposte dal Governo, oltre ad aver bloccato l’edilizia, messo in crisi proprietari, professionisti e imprese, creato le condizioni per un amplissimo contenzioso, rischiano di determinare anche una perdita di gettito per lo Stato. Anche alla luce di queste nuove considerazioni, auspichiamo che in Parlamento venga rivista questa scelta palesemente inopportuna, che ha affossato un sistema di incentivi che - in forme diverse - è in essere da un quarto di secolo», ha detto il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, commentando i rilievi dei tecnici di Palazzo Madama. 

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