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Economia

Borsa: Europa cede, Milano -1%, volano petrolio e gas

Brent 111 dlr in attesa Opec+. Mosca resta chiusa, cede il rublo

Di Redazione

MILANO, 02 MAR - Sono deboli le Borse europee. Dopo una schiarita arrivata dai futures di Wall Street, che sono passati per poco in lieve rialzo all'indomani del calo segnato dai americani e trasmesso a quelli asiatici, le piazze di Francoforte, Parigi e Milano cedono rispettivamente l'1,22%, l'1,1% e lo 0,99% col ritorno in calo dei future Usa. Resta bene intonata solo Londra (+0,56%) l'unica già in crescita in apertura. Più che sui mercati azionari e sugli obbligazionari, dove lo spread Btp Bund risale leggermente a 153,56 punti e il rendimento del decennale italiano all'1,5%, le tensioni e i timori scatenati dalla guerra della Russia in Ucraina si riflettono sulle materie prime. In attesa della riunione dell'Opec+, cui aderisce anche la Russia, che nelle attese potrebbe confermare i 400.000 barili di produzione a giorno in più anche nel mese di aprile, a New York il Wti ha superato i 110 dollari al barile (un barile è pari 159 litri) ai massimi dal 2013 e ora è trattato a 109,3 dollari (+5,7%) e a Londra il Brent resta oltre tale soglia (+5,8% a 111 euro ). A spingere i prezzi ha contribuito l'allarme sulla sicurezza della fornitura di energia a livello globale lanciato dall'International Energy Agency che ha parlato di situazione "molto seria". Le sanzioni contro Mosca, dove la Borsa resta ancora chiusa mentre il rublo si indebolisce sul dollaro (servono 115,7 in cambio di un biglietto verde), fanno volare il gas europeo a 184 euro al megawattora (+51% ad Amsterdam). La guerra in un granaio d'Europa come è l'Ucraina spinge anche le quotazioni del frumento alla Borsa di Chicago oltre i 10 dollari (+7,6%) e volano ai massimi dal 2013 anche i future sul mais (+3%)

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