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Economia

Borsa: Europa resta pesante dopo flash crash Stoccolma

Fed, Cina e sanzioni pesano su listini. Male euro e petrolio

Di Redazione

MILANO, 02 MAG - Restano pesanti le Borse europee sui timori per la crescita cinese, dopo che l'indice pmi manifatturiero di Pechino è scivolato ai minimi da due anni, sulla prospettiva di nuove sanzioni sul petrolio russo e in attesa del giro di vite ai tassi che darà mercoledì la Fed. I listini, che stanno digerendo anche i non entusiasmanti indici pmi arrivati dall'Eurozona, hanno recuperato parte delle perdite dopo che in mattinata, attorno alle 10, l'indice europeo Stoxx è brevemente sceso del 3% con l'indice Omx di Stoccolma inabissatosi dell'8%. "Ci è chiaro che la causa di questo movimento è una transazione molto importante da parte di un partecipante al mercato", ha dichiarato a Bloomberg un portavoce del Nasdaq di Stoccolma, Davis Augustsson. Milano cede l'1,3%, Francoforte l'1,1% e Parigi l'1,9% mentre Londra è chiusa per festività. A Stoccolma l'Omx 30 perde l'1,4% e Oslo l'1,9%, dopo aver toccato un ribasso massimo del 4,9%. Girano in calo i future su Wall Street, reduce da un aprile che si è rivelato il mese peggiore dallo scoppio della pandemia. Pesante il petrolio con il wti che cede il 3,7% a 100,8 dollari e il brent il 3,4% a 103,5 dollari. In calo anche il gas europeo, con i future ad Amsterdam che arretrano del 2,5% a 97 euro, per effetto delle temperature più miti e dell'arrivo di forniture di gnl. Continua a rafforzarsi il rublo, che scambia a 71 con il dollaro, mentre l'euro sconta i timori sull'economia del Vecchio Continente e il rafforzamento del biglietto verde, spinto dalla stretta della Fed, nei confronti del quale la moneta unica cede lo 0,3% a 1,05 euro. A Piazza Affari Prysmian cede il 3,4%, Stm il 3,2% e Tim il 2,9% mentre in Europa crolla di quasi il 40% il gruppo immobiliare tedesco Adler, dopo una perdita miliardaria e il rifiuto da parte dei revisori di Kpmg di certificarne i conti.

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