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Economia

Carburanti, prezzi alle stelle e code agli impianti anche in Sicilia per uno sciopero "frainteso". Il ministro: «Speculazione sui rincari»

La protesta annunciata dai benzinai in realtà riguarda soltanto i self-service notturni. Altra vicenda quella dello sciopero degli autotrasportatori che è stato bocciato "per causa di forza maggiore"

Di Redazione

E' caos anche in Sicilia ai distributori di carburanti. Un po' per il caro-carburanti e un po' per il blocco annunciato dai benzinai, che come azione di protesta proprio per i rincari già in atto, hanno deciso che da lunedì 14 marzo resteranno sì aperti mattina e pomeriggio, ma terranno al buio gli impianti self service durante il servizio notturno. Le modalità dell'orario scelto dalla categoria per protestare sta comunque creando confusione tra gli utenti, molti dei quali hanno probabilmente capito che troveranno i distributori chiusi anche nel corso della giornata. In molte città dell'isola, e a Catania in particolare, già da qualche giorno le file per fare rifornimento, e i relativi tempi d'attesa, sono abbastanza lunghi con una corsa anche l'impianto di benzina in cui magari si possono trovare prezzi più bassi. Il gasolio e la benzina sono venduti mediamente a oltre due euro e 25 centesimi e questo viene percepito come uno degli effetti a distanza più immediati della guerra in corso tra Russia e Ucraina.  Le file di vetture in sosta per fare carburante hanno creato non pochi problemi alla viabilità a Catania, con traffico fortemente rallentato nelle zone vicine alle stazioni di servizio e, in particolare, alla circonvallazione. Alcuni rifornimenti hanno chiuso per la mancanza di carburanti. 

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In realtà il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani a  Sky Tg 24 ha dichiarato: «Stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi. La crescita non è correlata alla realtà dei fatti, è una spirale speculativa, su cui guadagnano in pochi», «una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini».

Il Codacons presenta per contro un esposto alle 9 Procure della Repubblica siciliane e all’Autorità garante della concorrenza chiedendo di indagare sugli abnormi rincari dei prezzi di benzina e gasolio alla pompa e su possibili speculazioni in atto a danno di consumatori e imprese. "In questi giorni i listini dei carburanti venduti presso i distributori sono letteralmente fuori controllo, - spiega l’associazione- con la benzina che in modalità self viaggia verso i 2,3 euro al litro e costa in media il 39,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre il gasolio sale addirittura del +51,3% . Aumenti la cui entità non appare giustificata né dalle attuali quotazioni del petrolio, né da riduzioni delle forniture sul territorio legate alla guerra in Ucraina, senza contare che benzina e gasolio venduti oggi presso i distributori sono stati acquistati mesi fa, a prezzi sensibilmente inferiori.

Il rischio è che i rincari dei prezzi alla pompa possano essere "dopati" da fenomeni speculativi tesi a sfruttare la delicata situazione in Ucraina per incrementare i guadagni a danno di consumatori e imprese – spiegaTanasi – Per tale motivo presentiamo un esposto all’Antitrust e alle 9 Procure di tutta Sicilia, chiedendo di aprire indagini sul territorio con l’ausilio della Guardia di Finanza e accertare eventuali speculazioni e illeciti, alla luce delle possibili fattispecie di aggiotaggio e manovre speculative su merci”.

Altra protesta annunciata, per il 14 marzo, sempre per il caro carburanti è quella degli autotrasportatori che però «per causa di forza maggiore» è stato bocciato dalla Commissione di garanzia per lo sciopero. Con una comunicazione il commissario delegato della Commissione Alessandro Bellavista, frena sulla possibilità di avviare la mobilitazione. L’informativa inviata a Trasportounito-Fiap, e ministeri delle Infrastrutture e Interno rileva il «mancato rispetto del termine di preavviso di 25 giorni» e richiama «l'obbligo di predeterminazione della durata dell’astensione»

E in ogni caso non tutte le sigle e associazioni di categoria erano compatte sulla decisione. «Alis annuncia con fermezza che non aderirà alla sospensione dei servizi di autotrasporto merci, favorendo al contrario in tutta Italia il corretto e regolare svolgimento di tutti i servizi di trasporto e logistica intermodale e continuando a promuovere il dialogo come principale strumento per trovare rapide e concrete soluzioni alle criticità riscontrate dal settore», aveva già detto il vicepresidente di Alis, Marcello Di Caterina, in riferimento agli annunci di altre associazioni di categoria che avevano dichiarato di voler sospendere i servizi di autotrasporto merci per il 14 marzo. «Anche se l’aumento dei prezzi energetici rappresenta una evidente criticità per intere filiere - ha spiegato -, riteniamo doveroso prendere le dovute distanze da questi atti scellerati e controproducenti, soprattutto considerando la delicatissima fase geo-politica internazionale che stiamo affrontando a causa della guerra in Ucraina e le dure conseguenze economiche e di approvvigionamento che le famiglie e l’intera società stanno vivendo». Occorre che l’intero comparto del trasporto e della logistica «faccia emergere il proprio senso di responsabilità, senza aggravare ulteriormente la situazione - ha concluso Di Caterina -. Da settimane stiamo lavorando al confronto nelle sedi parlamentari opportune e con l’Esecutivo, in particolare con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili che sta dimostrando massima apertura al dialogo costruttivo». 
 

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