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Economia

Caro Carburante: i tir si fermano dal 4 aprile

Interventi presentati dal governo sono stati considerati insufficienti

Di Redazione

I tir si fermeranno dal 4 aprile per protesta contro il caro carburanti. Gli autotrasportatori chiedono provvedimenti «concreti e certi e a oggi non è previsto nulla di tutto questo», affermano le federazioni aderenti a Unatras annunciando la serrata che seguirà le mobilitazioni territoriali di sabato 19. Non ha placato la protesta l’incontro al ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili di martedì sera. 
 La viceministra Teresa Bellanova ha presentato interventi allo studio del governo che vengono bollati come «insufficienti" da Confartigianato Trasporti, Fita Cna, Fai Conftrasporto, Fiap, Sna Casartigiani, Unitai, Lega delle Cooperative e Confcooperative. Un nuovo incontro è convocato per domani mattina alle 10.30 al ministero dello Sviluppo. 

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La viceministra intanto invita le associazioni alla "responsabilità". «Stiamo portando avanti un lavoro delicato», dichiara Bellanova. Nel pomeriggio era a palazzo Chigi con il ministro Enrico Giovannini e il sottosegretario Roberto Garofoli, per discutere proprio di autotrasporto e di una norma specifica da inserire nel prossimo decreto al cdm di domani o dopodomani. «C'è in previsione un intervento sul costo del carburante ma il settore dell’autotrasporto ha bisogno di essere rafforzato anche da altri punti di vista», aveva anticipato Giovannini in un intervento alla Fiera di Verona. 

Nella norma, Bellanova punterebbe ad inserire alcuni punti del protocollo d’intesa illustrato alle associazioni, a partire dal rispetto della clausola di adeguamento del costo del carburante tra gli autotrasportatori e la committenza e i costi indicativi di riferimento, aggiornati almeno trimestralmente dal ministero, da rendere obbligatori per i contratti non scritti. Sarebbe probabile anche l’eliminazione per il 2022 del contributo dovuto dal settore all’autorità di regolazione dei trasporti. Non sarebbe escluso, inoltre, un intervento orizzontale di taglio sull'Iva per tutti. 

Per contrastare gli aumenti dei carburanti si muovono anche i sindacati dei gestori dei distributori di carburanti Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio che, dopo un incontro con Eni, «assumono l’impegno - in un documento - di adeguare il più tempestivamente possibile i prezzi consigliati e praticati, per favorire l’auspicato ritorno alla condizione della preesistente dinamica commerciale» e «rigettano generici quanto del tutto infondati addebiti circa speculazioni sui prezzi nella parte finale della filiera». Intanto Eni ha fatto il secondo intervento di seguito di taglio dei prezzi e ha ridotto di 5 centesimi la benzina e di 7 cent il diesel. Il giro di ribassi ha coinvolto anche altre compagnie dopo che le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo avevano chiuso di nuovo in forte discesa. I prezzi praticati sul territorio, in attesa di recepire queste riduzioni, mostrano ancora code di rialzi con 2,223 euro/litro medi per la benzina in modalità self 2,230 euro/litro per il diesel.
 

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