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Economia

Comuni siciliani a rischio tracollo finanziario: sindaci scrivono a Draghi

E’ quanto è emerso nel corso dell’incontro organizzato dall’Anci Sicilia, con senatori e deputati nazionali di diverse forze politiche eletti nell’isola

Di Redazione

I sindaci siciliani lanciano l'allarme sulla situazione economica di numerosi comuni e chiedono un incontro urgente al premier Draghi «per analizzare le difficoltà del sistema delle Autonomie locali e l'inadeguatezza dell’attuale quadro normativo, con riferimento ad aspetti di carattere finanziario e organizzativo». E’ quanto è emerso nel corso dell’incontro organizzato dall’Anci Sicilia, con senatori e deputati nazionali di diverse forze politiche eletti nell’isola. 

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Il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani, Leoluca Orlando, dopo aver ringraziato i parlamentari nazionali, ha esposto le maggiori criticità degli enti locali dell’Isola evidenziando come troppo spesso a livello nazionale non si conoscano compiutamente le reali esigenze, le potenzialità e le difficoltà che caratterizzano la Regione Siciliana, anche in ragione della sua speciale autonomia. Dopo aver rinnovato la richiesta di avviare un tavolo di confronto tra Stato, Regione e sistema delle Autonomie locali, il presidente Orlando ha sottolineato come le devastanti conseguenze della mancata applicazione del federalismo fiscale e di interventi perequativi abbiano penalizzato i comuni al punto da non metterli nelle condizioni di chiudere i bilanci e, di conseguenza, garantire i servizi essenziali ai cittadini. «Nei prossimi giorni - ha annunciato presidente Orlando - chiederemo un incontro al Presidente Mario Draghi sottolineando il carattere di assoluta urgenza delle misure richieste al fine di evitare il tracollo finanziario e funzionale dei comuni siciliani». 

Nel corso dell’incontro numerosi sindaci hanno poi illustrato le principali criticità degli enti locali riferendosi, in particolare, alla riduzione dei trasferimenti regionali e nazionali, alla difficoltà nella gestione dei tributi locali e all’inadeguatezza di Riscossione Sicilia, all’alto numero di comuni in dissesto e pre dissesto, al ritardo dei pagamenti dei debiti commerciali e alla carenza di figure professionali nei servizi finanziari, negli uffici tecnici e nei servizi sociali. Dopo aver accolto con soddisfazione la piena disponibilità dei deputati e dei senatori che si sono detti pronti ad intervenire e a sostenere le iniziative necessarie per garantire lo sviluppo dei comuni dell’Isola, i Sindaci ribadendo la necessità di un tavolo istituzionale Stato, Regione, Enti locali, hanno sollecitato l’attuazione dello Statuto Siciliano «dopo decenni di rinvii e di interventi tampone di anno in anno, secondo logiche emergenziali e in quantità inadeguate». 

I sindaci hanno, quindi, sottolineato la necessità di chiedere al Governo nazionale «lo stanziamento straordinario di 500 milioni di euro l’anno per un triennio a favore degli enti locali siciliani, una iniezione di risorse fino alla definizione dell’attuazione dello Statuto siciliano con interventi compensativi previsti dallo stesso federalismo fiscale e mai riconosciuti in Sicilia in danno dei livelli essenziali delle prestazioni e dei bisogni standard». 
 Il presidente dell’Anci Sicilia ha concluso l’incontro sottolineando la necessità «di prevedere interventi significativi per l’allentamento dei vincoli del Fondo di garanzia per i crediti commerciali e del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE). Bisogna, inoltre ricorrere anche alla cessione allo Stato del solo 50% dell’ammontare complessivo dei crediti - richiesti dai comuni ai cittadini ma non riscossi da Riscossione Sicilia - per compensare in parte i difetti inaccettabili e le criticità del sistema di riscossione regionale e nazionale». 


 

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