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Economia

Con il nuovo Piano energetico la Sicilia svolta verso la transizione ecologica

Tre linee guida, aggiornamento degli impianti esistenti, più autorizzazioni al fotovoltaico e più rinnovabili nelle isole minori

Di Michele Guccione

Sicilia hub energetico del Mediterraneo, adesso c’è il nuovo Pears a regolare tutti gli interventi. Con l’obiettivo di 4GW di potenza fotovoltaica e di 3GW di potenza eolica da installare entro il 2030, portando la quota di fonti rinnovabili al 69%, in Sicilia parte la corsa verso la transizione ecologica, con un gruppo di nuove opere in aggiunta a quelle già programmate da Terna, che daranno anche il proprio contributo alla decarbonizzazione della Sardegna attraverso il progettando cavidotto sottomarino di Terna “Tyrrhenian Link”. 

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Infatti, l’anello con Sardegna e Campania sarà alimentato attraverso la linea centrale “Chiaramonte Gulfi-Ciminna”, che a sua volta sarà supportata dai nuovi elettrodotti “Caracoli-Ciminna” e “Vallelunga-Cammarata”, oltre alla razionalizzazione dell’area di Caltanissetta. L’insieme di queste opere, va ricordato, si innesterà verso Messina attraverso la linea in pianificazione “Caracoli-Furnari” e verso Sud anche con il cavidotto “Tunita” che collegherà Tunisia e Sicilia per l’import-export di energia “green”.

Questo avanzato scenario è descritto nel nuovo Pears, il Piano energetico ambientale della Regione Siciliana. L'assessore all'Ambiente, Toto Cordaro, nella qualità di autorità ambientale, ha firmato il decreto di Valutazione ambientale strategica, ultimo passaggio che mancava dopo il parere favorevole ricevuto dalla Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali dell'assessorato.

Il Piano, che già anticipava alcuni obiettivi nazionali, comunque è stato aggiornato rispetto al nuovo Pniec, il Piano energetico nazionale sull’economia e il clima, e diventa lo strumento di pianificazione fondamentale per seguire e governare lo sviluppo energetico del territorio, mettendo insieme sicurezza, efficienza, decarbonizzazione e innovazione, assieme alla necessaria semplificazione delle procedure di autorizzazione dei nuovi investimenti. Il dipartimento regionale dell'Energia, adesso, potrà procedere a sua volta alla trasmissione della proposta di Piano alla Giunta regionale per la definitiva approvazione. 

Tre i punti di forza del Pears siciliano: l’aggiornamento (revamping) degli impianti esistenti per ottenere 300 MW in più; 2.320 MW di nuove autorizzazioni, di cui la maggior parte, quanto al fotovoltaico, dovrà essere installata sulle aree dismesse di cave, miniere e discariche esaurite e su terreni agricoli non più produttivi; e puntare alla massima adozione delle rinnovabili sulle isole minori. 

Ovviamente, in riferimento all’obiettivo della decarbonizzazione è prevista la riconversione delle centrali termoelettriche, mentre sarà intensificata l’azione di efficienza energetica degli edifici pubblici e privati. Il Pears, in tutto questo, stima che entro il 2030 i consumi energetici in Sicilia si ridurranno del 15% in media. 

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