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Economia

Credito in Sicilia, sempre meno sportelli bancari ma i depositi arrivano a oltre 70 miliardi

Dal 2008 a oggi sono stati eliminati 644 sedi. Ecco qual è la situazione

Di Redazione

Un credito a tinte scure e chiare quello che si presenta in Sicilia dopo la pandemia. Questo quanto emerge dal rapporto sul credito siciliano presentato questa mattina nella sede dell’Assessorato regionale all’Economia, guidato da Gaetano Armao. Nel rapporto si segnalano alcuni orientamenti in controtendenza rispetto ai dati del precedente decennio con particolare riguardo all’erogazione del credito, l’andamento dei depositi, le dinamiche dei crediti deteriorati. Questo anche grazie alle risorse erogate dagli istituti regionali che ha reso disponibili nel periodo 2021-22 fondi per 500 milioni di euro attraverso Irfis, Ircac e Crias adesso Irca. Si conferma anche la contrazione degli sportelli bancari e la presenza degli istituti nell’Isola. Ad oggi sono 644 sportelli in meno dal 2008 "una cifra enorme", ha commentato l’assessore regionale Gaetano Armao. Ad oggi sono 1.179 in totale gli sportelli presenti nell’Isola. "C'è un problema di desertificazione bancario che dobbiamo porci e dobbiamo porre", ha aggiunto Armao.

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Ammontano a 70,1 miliardi i depositi in Sicilia a dicembre del 2020 in crescita rispetto ai 63,1 dello stesso mese dell’anno precedente. Questo quanto emerge dal rapporto sul credito siciliano presentato questa mattina nella sede dell’assessorato regionale all’economia guidato da Gaetano Armao. Gli impieghi restano fermi a 55 miliardi mentre le sofferenze passano da 3,7 miliardi a 2,7 e il rapporto sofferenze impieghi scende dal 6,8% al 4,9%.

 

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