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Economia

Decontribuzione, tassazione di vantaggio, Zone Economiche Speciali: davvero la Sicilia può diventare un “paradiso fiscale”?

Il convegno "Sicilia Mezzogiorno - Chiamata per lo sviluppo"  di Confindustria Sicilia organizzato a Palermo grazie al contributo di Unicredit e Unioncamere

Di Redazione

Decontribuzione, fiscalità di vantaggio, Zes (Zone Economiche Speciali): sono i temi affrontati dal convegno  di Confindustria Sicilia organizzato a Palermo grazie al contributo di Unicredit e Unioncamere Sicilia. Hanno partecipano il ministro per il Sud, Mara Carfagna, e due vicepresidenti di Confindustria, Natale Mazzuca, con delega all’Economia del Mare, ed Emanuele Orsini, con delega al Fisco e alla Finanza. Temi tutti legati alla possibilità di pagare meno tasse per agevolare la ripresa economica.

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Ma la ministra Carfana ha subito gelato le speranze. «Avere indicato con orizzonte temporale la decontribuzione è stata forse un’imprudenza» ha detto la ministra per il Sud Mara Carfagna, in video-collegamento al convegno "Sicilia Mezzogiorno - Chiamata per lo sviluppo". A gennaio corso la Carfagna aveva parlato di proroga della decontribuzione fino al 30 giugno prossimo. «La decontribuzione - ha osservato - è legata al quadro temporaneo degli aiuti di Stato. Siamo in contatto con la Commissione europea per trovare un’altra base giuridica a cui legarla, oppure per provare, anche in virtù della proroga degli aiuti di stato dovuta alla crisi Russia-Ucraina, a legare questa misura con questi aiuti. Siamo al lavoro per evitare che questa misura possa terminare da un momento all’altro». 

«Sulla decontribuzione chiediamo innanzi tutto chiarezza, che possa arrivare a fine anno e che venga stabilizzata fino al 2029. Le imprese hanno bisogno di avere certezze. Se devono investire, o come in questo periodo resistere, devono sapere che questo contributo può essere stabilizzato nei prossimi bilanci» ha detto dal canto suo il presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Albanese parlando con i giornalisti a margine del convegno.

 

PNRR

«Ci troviamo davanti a un cambio di scenario drammatico. Il Pnrr già stanziava 1/3 delle risorse a disposizione a favore della transizione ecologica. Oggi questi investimenti appaiono insufficienti rispetto alla necessità di affrancare il nostro Paese dalla dipendenza del gas russo», ha spiegato Mara Carfagna,

«Ecco perché non deve essere un tabù parlare di un aggiornamento del Pnrr in determinati ambiti di intervento - ha aggiunto - Non si tratta di immaginare uno stravolgimento, ma è evidente che in alcuni ambiti non si può non aprire una discussione sulla necessità di aggiornare il Pnrr e io penso che sia necessario, piuttosto che dirottare le risorse sugli investimenti energetici, immaginare e battersi in Europa affinché si arrivi a una sorta di 'Energy deal' da finanziare sempre attraverso l'immissione di titoli di debito pubblico europeo e orientato soprattutto a quei paesi e a quelle imprese che più di altri stanno soffrendo i costi della dipendenza dalla Russia e i costi delle sanzioni».
 

CONTRATTI DI SVILUPPO

«Il Pnrr investe circa 1,7 miliardi sui contratti di sviluppo ma questa quota non soddisfa le richieste che ci sono pervenute - ha detto la Carfagna - . Ecco perché con il Fondo nazionale di sviluppo e coesione e, in particolare, con una anticipazione che porteremo al Cipes intendiamo investire ulteriormente per finanziare i contratti di sviluppo e portare la quota totale di investimenti nel solo Mezzogiorno a circa due miliardi». 

«Per la prossima settimana saremo pronti per portare al Cipes una delibera che assegnerà al Sud una prima parte di questi fondi», ha aggiunto.

 

PONTE SULLO STRETTO
«Il Ponte sullo Stretto non deve essere una bandiera, non deve essere un traguardo ma la prova di come il sistema Paese investe nella Sicilia e nel Mezzogiorno considerando questo investimento una priorità strategica di lungo periodo» ha detto in proposito la ministra. 

LE ZES

«Siamo fiduciosi che anche in Sicilia l'iniziativa delle Zes possa essere strategica e foriera di benefici non solo diretti ma anche indiretti per il sistema, come la creazione di nuovi posti di lavoro, guardando in particolare ai nostri giovani. Come banca ci sentiamo fortemente responsabili nel contribuire alla pronta iniziativa sul nostro territorio: già nell’ottobre 2019 UniCredit aveva messo a disposizione un plafond da un miliardo di euro con l’obiettivo di essere partner finanziario delle imprese che vogliono investire nelle Zone economiche speciali in Sicilia». Così Salvatore Malandrino, responsabile Regione Sicilia di UniCredit Italia, intervenendo al convegno.

«Oggi desideriamo continuare nel nostro supporto a questa iniziativa, adottando un approccio concreto che si esplica su due direttrici - aggiunge - il supporto finanziario, mettendo a disposizione delle imprese la nostra offerta di prodotti e servizi finanziari; la promozione dell’iniziativa ai nostri clienti e stakeholder, soprattutto guardando oltre i confini nazionali. UniCredit può contare su un network internazionale unico, grazie alla presenza in 12 mercati strategici con Banche leader e Filiali e uffici di rappresentanza in diversi paesi nel mondo».

 

 

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