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Economia

Esuberi Pfizer Catania, proposto ai lavoratori il trasferimento ad Ascoli: tavolo di crisi alla Regione il 18

L'assessore Scavone ha convocato le parti sull'avvio delle procedure di mobilità per 130 lavoratori

Di Redazione


«Siamo molto preoccupati l’azienda propone di salvare posti di lavoro spostando maestranze e competenze ad Ascoli Piceno, dove hanno trovato accordo per turni 24 ore. La Sicilia non può permettere tutto questo e col governo Musumeci siamo in campo per l’apertura tavolo di crisi per il 18 febbraio. E’ il luogo unico dove poter salvaguardare le posizioni e le legittime richieste dei lavoratori e delle lavoratrici siciliane». Lo afferma l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone, sui 130 esuberi annunciati dalla multinazionale del farmaco nel sito di Catania.

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In una nota diffusa ieri l'azienda farmaceutica aveva tra l'altro affermato di essere ai lavoro « insieme con le organizzazioni sindacali per valutare tutte le possibili opzioni in loro supporto. Continuiamo ora il dialogo instaurato con le organizzazioni sindacali per arrivare a una soluzione per i colleghi interessati dal provvedimento». A quanto pare una delle soluzioni proposte dall'azienda sarebbe quella di chiedere ai lavoratori il trasferimento ad Ascoli Piceno.

 


«L'azienda ha due siti in Italia. Uno, ad Ascoli, viene potenziato. L’altro, quello catanese, è progressivamente ridimensionato. Sono logiche che vanno al di là delle valutazioni sulle persone. Non è un caso che nell’avvio della procedura si fa esplicitamente riferimento a un progetto globale, chiamato Imex, per l’applicazione di un modello predefinito di organizzazione con procedure atte a creare il maggior profitto aziendale a discapito, spesso, dei lavoratori», ha affermato ieri il segretario nazionale Uiltec, Paolo Pirani, sulla vertenza Pfizer a Catania. «Così nel momento in cui è venuta a cessare una commessa cinese per la fornitura di antibiotici - ha aggiunto Pirani - la Pfizer ha preferito dismettere due linee di produzione anziché procedere a una riconversione dello stabilimento. Esclusivamente, logica del profitto». 

 

Lo so che, già frastornati dal Festival di Montecitorio, siamo tutti presi dal vivisezionare coloro che sono saliti sul palco di Sanremo. Ma oltre che discutere su Checco Zalone - greve o geniale - e discettare sul fenomeno Drusilla, troviamo il tempo di fare, non dico una riflessione sulle multinazionali, ma un post sulla Pfizer che con un profitto di 36 miliardi di dollari mette alla porta 130 dipendenti del sito di Catania?

 

 


 

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