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Economia

I “navigator” in Senato: «Non possiamo essere messi da parte dopo che è stata la politica a volerci»

L’audizione in commissione lavoro del presidente di «Anna» (associazione dei navigator italiani)

Di Redazione

«I tecnici dei servizi per l’impiego, cosiddetti 'navigator', hanno apportato un’importante innovazione nei servizi per il lavoro, fondamentale per il loro miglioramento, per incrementare l’occupabilità degli utenti e per il ruolo di relazione con persone e imprese mai contattate prima dai centri per l’impiego. Oggi non possono essere messi da parte dopo che è stata la politica a volerli». Lo ha detto oggi Matteo Diomedi, il presidente di «Anna» (associazione dei navigator italiani) nel corso di un’audizione in commissione lavoro al Senato. 

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«Siamo tecnici specialisti, esperti delle politiche del mercato del lavoro - ha aggiunto - e visto che, per attivare le risorse del Piano di garanzia di occupabilità dei lavoratori servono le competenze» è «indispensabile la presenza di personale preparato. Oggi sprecare quasi 1.900 risorse umane appare quanto mai inopportuno, improprio e incomprensibile con gli obiettivi del Pnrr».

I navigator hanno presentato una serie di richieste alla commissione: a partire «dall’insediamento del tavolo tecnico per chiarire come il ministero voglia impiegare le nostre competenze. Il tempo è scaduto - sottolinea Diomedi - Vogliamo sapere se i navigator, che hanno dato e danno assistenza e supporto ai centri dell’impiego, meritano di essere tutelati. Tra i presenti in commissione, la presidente Susy Matrisciano (M5s), Valeria Fedeli (Pd), Nunzia Catalfo (M5s), Junio Valerio Romano (M5s), Emilio Floris (Fi), i quali - secondo quanto riporta la nota dell’associazione 'Annà - hanno concordato sulla necessità ed urgenza di convocare il tavolo tecnico al ministero. 

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