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Economia

I Lincei promuovono la svolta "nucleare" per avere zero emissioni entro il 2050

Le centrali di quarta generazioni in grado di produrre energia pulita 

Di Redazione

Soltanto le centrali nucleari di quarta generazione potranno permettere di raggiungere l'obiettivo dello zero netto di emissioni entro il 2050: parola dell’accademia scientifica più antica del mondo, quella dei Lincei che con la sua Commissione Ambiente ha messo a punto un rapporto in vista della Cop26 in programma nel novembre 2021 in Scozia, a Glasgow. 
 

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Redatto al termine della conferenza internazionale che per due giorni ha riunito a Roma ricercatori di tutto il mondo con l'obiettivo di fissare i termini scientifici relativi al cambiamento climatico, il rapporto comprende cinque dichiarazioni concordate da tutti i relatori, che costituiscono il messaggio finale per la Cop26, indirizzato a politici e cittadini. 

Le conclusioni relative al nucleare rientrano in uno dei cinque punti del rapporto che, oltre ad affrontare il tema della sfida energetica, propone di istituire un Centro Internazionale per la Modellazione dei Cambiamenti Climatici, dotato di supercomputer e incaricato di elaborare modelli climatici ad alta precisione; il secondo messaggio dei Lincei per la Cop26 esorta a raccogliere dati più precisi sul ruolo del calore solare e il terzo invita a erogare consistenti finanziamenti e a promuovere la collaborazione sul ciclo del carbonio; e di creare un’istituzione transnazionale che gestisca biosfera, oceani e atmosfera; il quarto messaggio invita a creata un’istituzione transnazionale con il compito di gestire beni comuni globale, come biosfera, oceani e atmosfera, e che aiuti a negoziare i trasferimenti di risorse ai Paesi che attuano politiche di protezione per tali obiettivi pubblici globali. 
 Il quinto messaggio riguarda la transizione energetica e si basa sull'intervento del chimico e fisico Sergio Carrà, allievo di Giulia Natta ed emerito del Politecnico di Milano. "Raggiungere l’obiettivo zero netto è un’impresa immensa, che richiede determinazione e non può essere lasciata a decisioni motivate emotivamente e/o ideologicamente», si legge nel rapporto.

È perciò necessario «potenziare l’impiego delle tecnologie solari ed eoliche, ma il loro sigillo deve essere compatibile con i severi vincoli imposti dalla loro natura intermittente e dall’occupazione del suolo, dalle vulnerabilità nell’approvvigionamento di materiali e dalla produzione massiccia di rifiuti non riciclabili. Le tecnologie convenzionali dei biocarburanti basate sull'idrolisi della biomassa non sono riuscite a fornire una produzione di biocarburanti economicamente vantaggiosa», si legge ancora. 

Di conseguenza, alla luce dell’analisi di Carrà, emerge che "in attesa di future scoperte tecnologiche, l’umanità sembra essere in definitiva costretta a scegliere tra i rischi incommensurabili e reali di un cambiamento climatico incontrollato e quelli di un ampio dispiegamento dell’unica tecnologia disponibile che può permetterci di rispettare il vincolo temporale posto dal cambiamento climatico, ovvero le centrali nucleari di quarta generazione. Superare la riluttanza emotiva e ideologica di alcune popolazioni ad accettare quest’ultima alternativa è compito dei politici». 

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