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Economia

Isab-Lukoil, c'è uno spiraglio: un fondo americano interessato ad acquistare la raffineria siracusana

Rappresentati della Crossbridge Energy Partner avrebbero già trascorso dodici giorni nell’impianto per condurre una due diligence. 

Di Redazione

Un fondo d’investimento statunitense è interessato all’acquisto della raffineria Isab Lukoil di Priolo (Siracusa), in gravi difficoltà a causa delle sanzioni contro la Russia e l’embargo sul petrolio. Secondo quanto scrive il Financial Times online, rappresentati della Crossbridge Energy Partner, società facente capo a Postlane Capital Partner, avrebbero già trascorso dodici giorni nell’impianto per condurre una due diligence. 

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Un eccesso di zelo da parte delle banche, nei confronti dell’azienda gravitante nel gruppo russo Lukoil, ha chiuso da tempo le linee di credito dopo l’inizio della guerra in Ucraina sebbene la Lukoil non si nel mirino delle sanzioni. Da quel momento però l’azienda che dà lavoro a 3500 persone ha potuto acquistare solo greggio russo. Con l’embargo, dunque, potrebbe fermarsi. Con effetto domino su tutta l’area, che con interni, indotto e famiglie potrebbe coinvolgere non meno di 10mila lavoratori con riflessi sull’economia di tutto il territorio.

Nel 2021 la Crossbridge Energy Partners, ricorda il quotidiano della City, ha acquisito una vecchia raffineria della Shell in Danimarca. E nei giorni scorsi il ministro per la transizione ecologica Cingolani ha osservato che la soluzione migliore per risolvere la crisi dell’Isab sarebbe il suo passaggio sotto il controllo di operatori non russi.

Tra i grandi operatori internazionali la Crossbridge, che non ha voluto commentare la notizia, non sarebbe l’unica interessata all’Isab. Contatti ci sarebbero stati, secondo le informazioni raccolte dal FT, anche con Vitol, il più grande trader internazionale di petrolio, e con la norvegese Equinor.

 

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