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Economia

L'Ue ci ripensa, sparisce il divieto di vendita degli immobili “spreconi”

Ma il livello di performance energetica dovrà passare almeno al livello F al più tardi entro il 2027

Di Redazione

La Commissione Europea fa marcia indietro sulla proposta di direttiva sull'efficienze energetica degli immobili. Nella proposta avanzata oggi, sparisce il divieto di affittare e vendere gli immobili più inefficienti dal punto di vista energetico se non ristrutturati entro certe date, che era invece presente nelle bozze circolate nei giorni scorsi. "Ci sono diversi modi per raggiungere l’obiettivo dei requisiti minimi - spiega un alto funzionario Ue - e noi di certo non proponiamo" un divieto di vendere o affittare gli immobili più inefficienti. 

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In un Paese come l’Italia, ricco sia di proprietari di case che di immobili inefficienti dal punto di vista energetico, anche perché spesso non di nuova costruzione, un divieto simile, anche se avrebbe dovuto essere tradotto nell’ordinamento italiano dal legislatore, avrebbe comportato difficoltà politiche enormi per qualsiasi governo. Il divieto ipotizzato nei giorni scorsi "non è contenuto nella proposta: non sarà vietato per i proprietari di edifici e appartamenti vendere edifici se sono in classe G", la più bassa, ribadisce l’alto funzionario. 

 

 

I mezzi più idonei per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica saranno lasciati alla discrezione degli Stati membri, che conoscono la situazione interna meglio della Commissione. Gli Stati membri "dovranno identificare il 15% degli edifici che ha performance peggiori e che dovranno essere rinnovati" in via prioritaria. In generale, per gli edifici pubblici e non residenziali (uffici, per esempio), il livello di performance energetica dovrà passare almeno al livello F al più tardi entro il 2027 e almeno al livello E entro il 2030, al più tardi. Gli edifici residenziali, invece, dovranno passare come minimo alla classe F entro il 2030 e almeno alla E entro il 2033. 
 

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