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Economia

Le assicurazioni: «Superare il sistema del bonus malus nelle Rca»

Cambiamenti della mobilità da gestire che «avranno impatti rilevantissimi per il settore»

Di Simona D'Alessio

Restyling cercasi per il bonus-malus dell’rc auto, che col passare del tempo «ha, di fatto, perso l’efficacia del suo ruolo». A chiederlo è l’Ania, l'Associazione delle compagnie assicuratrici, che all’assemblea annuale guarda però anche più in là e, nella prospettiva dell’attuazione del Pnrr, le cui risorse ingenti dovrebbero far uscire l’Italia dalle secche della crisi pandemica, si dice pronta a fare la sua parte per favorire la «ripartenza» nazionale.

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Ad esprimersi è stata la presidente Maria Bianca Farina, forte pure del supporto contenuto nel messaggio che il presidente del Consiglio Mario Draghi le ha indirizzato: il comparto, ha affermato, «ha l’occasione di partecipare allo sforzo di rilancio avviato con il Pnrr», mettendo in luce come «i nuovi rischi e le vulnerabilità strutturali» richiedano «una più stretta collaborazione tra pubblico e privato», soprattutto di fronte ai pericoli per la cybersicurezza e agli eventi estremi sanitari e climatici. 

Nell’arco dell’ultimo decennio, rileva la numero uno di Ania, «il prezzo medio rc auto è diminuito da quasi 570 euro nel 2012 a 367 nel marzo 2021», e nel 2020 «la riduzione del costo complessivo dei sinistri è stata del 19,9%, a fronte di un decremento dei premi di circa il 6%, inquadrato in un contesto di diminuzione dei premi medi del 35% dal marzo 2012». Dati alla mano, però, occorre procedere ad «una riforma del ramo» che punti alla revisione del bonus-malus, nonché avviarsi verso la riduzione dei costi complessivi del sistema, annullando «i divari ancora esistenti». Una proposta che trova d’accordo anche l'Ivass, che senza mezzi termini parla di «obsolescenza» del meccanismo di premialità, ormai non più adatto a perseguire i suoi fini originari. 
 All’orizzonte, ha proseguito Farina, vi sono i cambiamenti della mobilità da dover gestire, cambiamenti, ha scandito dal palco dell’Auditorium Parco della musica, che «avranno impatti rilevantissimi per il settore assicurativo auto: la diffusione di veicoli elettrici e a guida autonoma, lo sviluppo di auto e infrastrutture connesse, il diffondersi di spostamenti intermodali», ha riferito. Ad esser, poi, monitorato è il fenomeno della «sinistrosità rc auto», che «sta già sensibilmente aumentando nell’anno in corso, mentre la riduzione dei prezzi prosegue con la stessa intensità osservata lo scorso anno, anche in relazione agli interventi effettuati dalle imprese del settore sui contratti attraverso sconti, sospensioni (incrementate di oltre il 40%) e differimento dei termini. Di conseguenza - ha dichiarato la guida dell’Associazione - mentre nel 2020 il ramo rc auto ha evidenziato un saldo positivo, si può prevedere un netto peggioramento per il 2021». 

A fine 2020, intanto, lo stock degli investimenti complessivi dell’industria assicurativa italiana «ha superato i 1.000 miliardi di euro (cifra pari al 60% del Pil), di cui 345 miliardi in titoli di Stato italiani (il 15% dei nostri titoli pubblici in circolazione)», e dal canto suo «Ania ha costituito e finanziato un fondo da 500 milioni in equity di infrastrutture italiane». Il comparto, perciò, ha concluso Farina, può, e vuole far la sua parte per la «ripartenza dell’Italia». 

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