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Economia

Manovra, sindacati in piazza anche in Sicilia: «Va modificata»

Proteste di Cgil, Cisl e Uil a a Palermo, Catania e Messina. Obiettivo: sollecitare modifiche alla legge di Bilancio in discussione al Senato

Di Redazione

Sindacati in piazza stamani in tutte le regioni italiane e in Sicilia con tre manifestazioni a carattere regionale a Palermo, Catania e Messina. Obiettivo: sollecitare modifiche alla legge di Bilancio in discussione al Senato, a Roma. Per Cgil Cisl e Uil il testo che il Governo ha trasmesso al Parlamento è "inadeguato" sui temi delle pensioni, del fisco, del lavoro, del welfare e dello sviluppo. Né dà "risposte sufficienti nel senso del contrasto alle diseguaglianze sociali, economiche e geografiche del Paese". 

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"La manovra del governo non si occupa delle fasce più deboli, non dà riposte adeguate ai giovani, alle donne, al Mezzogiorno - dice il segretario della Cgil siciliana, Alfio Mannino -. Deve, quindi, essere modificata per ridurre le disuguaglianze economiche, sociali e territoriali che con la pandemia sono emerse in tutta la loro evidenza e si sono aggravate. Per la Sicilia ci vogliono investimenti e le risorse disponibili devono essere spese e spese bene, tema su cui non mi pare ci sia la dovuta attenzione. Per questo siamo in piazza: per l'equità sociale, per un Paese più giusto, per lo sviluppo, per politiche di inclusione che diano risposte a tutti, a partire dagli ultimi".

 Sulla stessa lunghezza d’onda il leader siciliano della Cisl, Sebastiano Cappuccio.  "La nostra è una mobilitazione costruttiva - dice -. Un messaggio responsabile al governo affinché equità e giustizia siano il cuore delle strategie dell’esecutivo. E’ questo il senso delle piazze che riempiamo oggi. Dalla legge di Bilancio al Pnrr, ripartenza economica e solidarietà, crescita e coesione, competitività e inclusione sociale, devono essere al centro delle scelte del governo. E' questo è il filo conduttore delle nostre proposte: dalle pensioni al fisco al lavoro alla scuola al welfare e alla sanità. Servono dialogo e concertazione. Giudicheremo il governo dai fatti. Vale per il governo Draghi com'è stato fin qui per quello Musumeci".

Per il segretario della Uil siciliana, Claudio Barone, "non si può continuare a premiare gli evasori fiscali e a spremere chi le tasse le paga. Per questo ne chiediamo un alleggerimento, principalmente per i lavoratori dipendenti e i pensionati. Non bastano più ritocchini sulle pensioni, bisogna impostare una vera riforma. Partendo dai giovani che cominciano a lavorare più tardi e in maniera discontinua. A loro deve essere data la possibilità di costruire una pensione. Infine, non si può consentire che certi lavori vengano fatti a un’età a rischio. Stare su un ponteggio a 67 anni non è più tollerabile". 
 

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