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Economia

Mini proroga per le cartelle: 9 giorni in più per pagare

Il governo ha intenzione di intervenire sulla "rottamazione ter" delle cartelle di pagamento, facendo slittare dal 30 novembre al 9 dicembre il termine ultimo per saldare le rate in scadenza nel 2020 e 2021

Di Redazione

Un po' più di tempo per chi è in debito con l’Agenzia delle entrate, ma è una mini proroga. Il governo ha intenzione di intervenire sulla "rottamazione ter" delle cartelle di pagamento, facendo slittare dal 30 novembre al 9 dicembre il termine ultimo per saldare le rate in scadenza nel 2020 e 2021. La misura dovrebbe entrare a far parte del decreto fiscale all’esame delle commissioni Finanze e Lavoro del Senato, atteso in Aula alla metà della prossima settimana. La proposta del governo non rispecchia le richieste dei partiti: Lega, Pd e Forza Italia avevano presentato emendamenti per un rinvio almeno al 31 dicembre. FdI per andare anche oltre, quando sarà finito lo stato di emergenza. «Non possiamo prendere in giro i contribuenti - ha protestato la senatrice azzurra Roberta Toffanin - Con un ordine del giorno, appoggiato dalle commissioni Finanze e Lavoro e anche dall’opposizione, impegneremo il governo affinché riprogrammi la scadenza con la Legge di Bilancio».

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Anche per una questione di risorse, andare oltre il 2021 non sarà semplice. Col termine al 9 dicembre (che, considerati i 5 giorni di tolleranza, di fatto diventa il 14) "si riesce a ottenere il versamento entro l’anno - ha spiegato la sottosegretaria all’Economia, Cecilia Guerra - e quindi la misura non deve essere coperta» da nuovi stanziamenti. In ogni caso, ha aggiunto la sottosegretaria, «il tema posto dai partiti con l’ordine del giorno verrà preso in seria considerazione». La stessa tempistica della rottamazione ter riguarda il «saldo e stralcio» delle cartelle, ossia la riduzione dei pagamenti dovuti da contribuenti che dimostrino di essere in grave difficoltà economica. «Prorogare di dieci giorni rottamazione, stralcio e saldo, acconti di Irpef, Irap, Ires, delle addizionali e imposte sostitutive è una timida carezza laddove servirebbe una forte iniezione di fiducia», ha dichiarato la capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini.

Sembra invece sulla via dell’approvazione in commissione la "correzione» alla norma approvata con il decreto Infrastrutture che ha limitato la portata dei tir per i trasporti eccezionali e che rischia - secondo Confindustria - di «fermare il Paese» con "il rallentamento delle consegne di materiali alle industrie meccaniche, alle costruzioni, alla manifattura» e conseguente "blocco degli impianti produttivi». Un altro intervento potrebbe riguardare le norme introdotte dal decreto fiscale al Patent box, ovvero alla tassazione agevolata sui redditi che le imprese producono grazie all’uso di software protetti da copyright o di brevetti industriali. Secondo le aziende, la nuova versione della misura rischia di creare confusione e incertezze. Il governo sarebbe quindi orientato a rimodulare le norme per garantire che non ci siano interventi retroattivi sulle agevolazioni ottenute dalle imprese per l’anno 2020 e per fare sì che la maxi deduzione introdotta col nuovo decreto fiscale sia cumulabile agli altri incentivi per la ricerca e lo sviluppo. In più, l’obiettivo sarebbe quello di fare in modo che le imprese possano recuperare i costi spesi nel caso in cui siano arrivate ad ottenere un nuovo brevetto. In base al programma di Palazzo Madama, martedì l’Aula dovrebbe cominciare a discutere il decreto fiscale. L’andamento dei lavori lascia però presagire uno slittamento a mercoledì. I lavori in commissione dovrebbero terminare infatti lunedì sera: degli oltre 300 emendamenti, un terzo dovrebbe essere bocciato per mancanza di coperture, un terzo dovrebbe essere ritirato e l'altro terzo votato. Fra i temi che le commissioni dovranno affrontare c'è anche quello proposto con un emendamento dal leader della Lega, Matteo Salvini, per introdurre un bonus per i genitori separati che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento a figli o ex coniugi, dopo la crisi Covid. La norma, che in un primo momento era stata dichiarata inammissibile, è stata riammessa dal presidente del Senato Elisabetta Casellati. 

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