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Economia

Prezzi guerra: effetto Cina sui metalli, frena il gas

Greggio resta sotto i 100 dollari, grano in rialzo

Di Redazione

MILANO, 15 LUG - Tensioni sui metalli a causa del rallentamento della domanda in Cina, mentre scende sotto quota 170 euro al MWh il gas naturale sulla piazza di Amsterdam. E' il quadro mondiale delle materie prime con il prosieguo della guerra tra Russia e Ucraina e la possibile intesa sul grano con la mediazione della Turchia. Sotto pressione il rame (-2,12% a 7.170 dollari la tonnellata), il ferro (-7,32% a 664,5 dollari la tonnellata) e l'acciaio (-4,24% a 3.704 dollari la tonnellata), mentre l'oro cede lo 0,45% a 1.702,3 dollari l'oncia. Si mantiene sotto quota 100 dollari il greggio (Wti +0,22% a 96,01 dollari il barile e Brent +0,67% a 99,76 dollari al barile), che appare comunque in lieve rialzo. In deciso arretramento invece le quotazioni del gas naturale, con i flussi dalla Russia sui minimio dal 2014 a causa degli interventi di manutenzione al gasdotto Nord Stream. Ad Amsterdam la ricbhiesta per un MWh oscilla introno a quota 170 euro, dopo essere scesa sotto a 169,75. A Londra il calo è di oltre il 6% a 222,55 penny. Salgono il grano tenero (+0,72% a 800,75 dollari ogni 5mila staia) e quello duro (+0,29% a 851,25 dollari) in attesa di un accordo definitivo sulle esportazioni dall'Ucraina dopo la prima intesa di due giorni fa ad Istanbul (Turchia).

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