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Economia

Regione, il pasticcio del concorso dei Centri per l'Impiego: i sindacati indicano la strada per salvarlo

I colloqui tra l’assessore alla Funzione pubblica Marco Zambuto e i rappresentanti sindacali del settore funzione pubblica

Di Giuseppe Bianca

I temi caldi della riclassificazione del personale della Regione e dei concorsi in itinere sono finiti ieri al centro dell’incontro tra l’assessore alla Funzione pubblica Marco Zambuto e i rappresentanti sindacali del settore che hanno pesantemente alzato l’asticella su scelte e criteri da adottare nella vicenda a tutela del personale dell’ente.

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Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Csa-Cisal hanno messo  al centro della discussione  le criticità relative al concorso dei Centri per l'Impiego su cui «si sta consumando l'ennesimo pasticcio burocratico e a pagarne le conseguenze saranno non solo i lavoratori regionali, esclusi illegittimamente, ma anche i tanti giovani che sperano in un posto pubblico. L'unico modo per salvare il concorso è finanziare la riqualificazione dei dipendenti. Il Governo intervenga subito stornando 44 milioni dai finanziamenti statali». E hanno aggiunto: «In tanti sono pronti a fare ricorso e l'unico modo per evitare la paralisi e la perdita dei finanziamenti statali è garantire le progressioni agli interni: la legge infatti elimina la riserva del 30% nei concorsi solo perché indica come unico mezzo possibile le promozioni». 

Su questo e sugli altri temi discussi decide di tacere al momento la Uil in attesa di sviluppi più concreti mentre Cobas-Codir punta senza mezzi termini sugli aspetti che riguardano il rinnovo giuridico ed economico del contratto di lavoro per il triennio 2019-21.

In particolare spazio anche in questo caso sulle procedure di riclassificazione e riqualificazione del personale regionale, vicenda su cui ogni snodo sembra tornare ogni volta al punto di partenza e rispetto al quale non si registrano mai sostanziali passi in avanti.

Il Cobas-Codir chiede al governo di inviare una direttiva all’Aran Sicilia per l’immediato avvio delle trattative, con una tempistica certa sui lavori che «consenta la definizione e sottoscrizione del contratto di lavoro e dell’accordo sulla riclassificazione di tutto il personale, sulla base del sistema già deliberato dalla giunta; avvio di trattative in base ai princìpi e ai contenuti del contratto nazionale delle funzioni centrali, firmato a Roma il 22 dicembre scorso e che ha previsto per i dipendenti ministeriali meccanismi di riclassificazione e norme di prima applicazione (articolo 18); trasparenza sulle risorse disponibili al fine di potere procedere al rinnovo dei contratti e alla riclassificazione con lo stanziamento delle somme necessarie più volte promesse dal governo regionale».

Tra le proposte anche quella di bandire concorsi riservati esclusivamente al personale interno avente titolo da prevedere anche ai funzionari direttivi per il passaggio alla dirigenza, passata negli ultimi 20 anni da 2.400 unità a 800 unità circa.

Quali tempi però il governo a fine legislatura impiegherà per effettuare una scelta rimane adesso da capire.

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