Notizie locali
Pubblicità

Economia

Italia "ostaggio" del gas russo: ecco perché il rigassificatore di Porto Empedocle è diventato strategico

L'impianto sarebbe capace di trattare otto miliardi di metri cubi l'anno di gas naturale, oltre il 10% dell'intero fabbisogno nazionale. E DRaghi nella sua informativa al Parlamento è stato chiaro: «Basta con la dipendenza energetica»

Di Redazione

«La nostra capacità di utilizzo è limitata dal numero ridotto di rigassificatori in funzione. Per il futuro, è quanto mai opportuna una riflessione anche su queste infrastrutture. Il Governo intende poi lavorare per incrementare i flussi da gasdotti non a pieno carico, come il Tap dall’Azerbaijan, il TransMed dall’Algeria e dalla Tunisia, il GreenStream dalla Libia». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nell’informativa alla Camera sul conflitto tra Russia e Ucraina.

Pubblicità

Una strada che riapre l’ipotesi del progetto per il rigassificatore di Porto Empedocle capace di trattare 8 miliardi i metri cubi l’anno, da solo quindi oltre il 10 % del fabbisogno nazionale.

Secondo i dati del ministero della Transizione ecologica nel 2021 l’Italia ha infatti consumato 76 miliardi (quasi 73 miliardi dei quali importati) di metri cubi di gas, 29 dei quali importati dalla Russia (il 39% delle importazioni totali. Il gas russo fluisce in Italia soprattutto attraverso il gasdotto Bratstvo e si allaccia alla rete nazionale tramite il passo del Tarvisio. Poi c’è l’Algeria (con una quota di poco superiore al 28% sull’importato) con il gas che arriva in Sicilia a Mazzara del Vallo. Un’altra piccola parte arriva arriva dal Mare del Nord (2,4 per cento) e dalla Libia (4,3%) dal gasdotto che arriva a Gela. Dal 2021 è in crescita l’importazione del gas dall’Azerbaigian, grazie alla messa in funzione del Tap con un flusso di circa 7,5 miliardi di metri cubi (che potrebbero raddoppiare in cinque anni).

L’Italia produce al momento, secondo i dati del ministero del 2021, 3,34 miliardi di metri cubi di gas naturale che rappresenta meno del 5% del fabbisogno nazionale. L’Italia ha giacimento di gas per 60 miliardi di metri cubi ma altre stime parlano addiorittura di numeri superiori ai 200 miliardi.

Il rigassificatore però azzera la dipendenza da un singolo paese e da un singolo gasdotto. Le navi metaniere potrebbero portare gas in Italia da Stati Uniti, Qatar e Australia. E nel nostro Paese al momento ci sono terminal Gnl: Panigaglia (La Spezia) che ha una capacità di rigassificazione di circa 3,5 miliardi di metri cubi l’anno, l’Adriatic Lng con una capacità di 8 miliardi di metri cubi l’anno e il terminal galleggiante Fsru Toscana situato al largo delle coste tra Livorno e Pisa con una capacità di rigassificazione autorizzata di circa 3,75 miliardi di metri cubi.

Una volta realizzato il rigassificatore di Porto Empedocle sarebbe in grado di produrre 8 miliardi di metri cubi di gas. Il gas arriverebbe in forma liquida a bordo delle navi metaniere e verrebbe trasformato dall’impianto per essere poi immesso in rete. Per realizzare l’impianto, dotato di due vasche interamente interrate, servirebbero circa 900 persone, tra diretto e indotto

Naturalmente la crisi ucraina che ha acuito i problemi legati alla dipendenza energetica del nostro Paese, probabilmente accelererà le procedure. Il Tar ha nei giorni scorsi respinto un ricorso presentato qualche anno fa dal Comune di Agrigento che si opponeva al passaggio delle condotte dal proprio territorio. Una circostanza presa al volo dai sindacati. «Mai come adesso è evidente quanto serva alla Sicilia, al Paese, il rigassificatore di Porto Empedocle. È un’infrastruttura energetica fondamentale, purtroppo ancora sulla carta. Apprezziamo il ritrovato interesse di Enel sul progetto, reso possibile anche da una recente sentenza del Tar. Siamo pronti al confronto per imprimere un’accelerazione decisiva alla realizzazione dell’opera» ha detto Giuseppe Di Natale, segretario generale della Uiltec siciliana. «Lo choc provocato dalla crisi Ucraina - aggiunge - dai venti di guerra che soffiano sull'Europa, ha rianimato il dibattito sulle forniture di gas in Italia. Spiace che serva sempre un’emergenza per mettere mano a questioni ataviche, ma tant'è. Siamo d’accordo con il direttore italiano di Enel, Nicola Lanzetta, che nei giorni scorsi ha sottolineato l’esigenza di sbloccare, finalmente, alcuni cantieri di rigassificatori. Tra questi, Porto Empedocle e la Sicilia. Significherebbe innanzitutto compiere il primo passo verso la riduzione dei costi energetici per gli utenti finali, cittadini e imprese. Auspichiamo - conclude Di Natale - che Enel vada avanti, mentre la Uiltec è pronta responsabilmente a svolgere ogni iniziativa anche sul territorio per evidenziare le prospettive dell’opera in questione. E’ innegabile la necessità del rigassificatore a Porto Empedocle per lo sviluppo locale, è innegabile l’urgenza di risposte occupazionali basate sul rilancio economico-sociale a partire proprio dal potenziamento delle infrastrutture materiali e immateriali».

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA