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Economia

Vocazione dei territori e sede a Trapani, i nodi della "supercamera" di Commercio. Gli industriali: «Scelta preoccupante»

Confindustria Sicilia critica aspramente una decisione presa «nelle stanze chiuse della politica

Di Redazione


«Grande preoccupazione per una scelta che potrà avere ricadute pesanti sulla vita delle imprese, ma che si è deciso di prendere nelle stanze chiuse della politica». Così Confindustria Sicilia commenta l'emendamento al decreto 'Sostegni-bis' che, sciogliendo la Camera di Commercio del Sud-Est, sgancia gli enti di Siracusa e Ragusa da quello di Catania, associandoli a quelli delle province di Caltanissetta, Agrigento e Trapani.

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«Le camere di commercio - afferma l’associazione degli industriali siciliani - sono espressione del mondo imprenditoriale per il quale rappresentano un reale punto di riferimento e di propulsione per uno sviluppo armonico con le vocazioni dei territori. È per questo che risulta incomprensibile che, per assecondare le richieste di due province, ossia Siracusa e Ragusa, e consetire loro di scindersi da Catania, si sia scelto di accorparne ben 5, coinvolgendo Agrigento, Caltanissetta e Trapani, distanti dalle prime due non solo geograficamente ma anche dal punto di vista economico e sociale. Tra l’altro i numeri dell’eventuale nuova «supercamera» a cinque consegnerebbero la sede legale dell’ente a Trapani, distante 350 chilometri da Ragusa e 260 da Siracusa, scontentando di fatto tutti e cinque i territori. Facciamo appello affinché si avvii immediatamente una fase di reale e leale confronto per arrivare a una soluzione condivisa e utile per il sistema delle imprese».

Anche il sindaco di Caltanissetta Roberto Gambino ha criticato l’approvazione in commissione bilancio alla camera dei deputati di un emendamento dell’onorevole Stefania Pregistiacomo. «La destra ci vuole togliere tutto anche la camera di commercio», ha detto Gambino. 

«E' passata in sordina, con il benestare dei deputati locali di centro destra - ha spiegato Gambino - l’approvazione dell’emendamento dell’onorevole Stefania Prestigiacomo da Siracusa eletta nelle fila di Forza Italia che ha lo scopo preciso, diciamocelo fuori dai denti, di azzerare la camera di commercio nissena. Con un funanbolismo giuridico, l’emendamento parla di «accorpamento e ridefinizione delle circoscrizioni territoriali». Quindi in soldoni resterebbe la camera di commercio di Catania e quella di Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani». 


 «Considero folle, abominevole, scellerata una scelta simile - conclude Gambino - dettata soltanto da interessi di campanile. Il secondo passaggio dopo la nomina del commissario e non ci vuole arte divinatoria, sarà quello che la sede di questa fantomatica camera di commercio di mezza Sicilia sarà scelta vedi caso a Siracusa». 

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