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IL CASO

Sicilia, il caos Navigator: il governo dice no alla proroga dei contratti. Schifani: «Sono stupito»

Iin gioco c’è il futuro di 1.500 lavoratori, di cui 280 nell'Isola, il cui contratto era stato appena rinnovato

Di Michele Guccione |

«Navigator, questa proroga non s’ha da fare». Quando ieri sera si è appresa la notizia sembrava più che altro il solito “pasticcio all’italiana”, di burocrati che non si sono capiti fra loro o che si sono sbagliati. E anche se in gioco c’è il futuro di 1.500 lavoratori, di cui 280 in Sicilia, la cosa sembrava quasi comica. Era giorno di festa, poteva anche essere una fake new. Poi è stata confermata ed è diventata “un fulmine a ciel sereno”, quindi è apparso subito chiaro che un’iniziativa “tecnica” del ministero del Lavoro, quella di chiedere alle Regioni se fossero intenzionate o meno a prorogare i Navigator, è stata stroncata da un durissimo intervento politico della nuova maggioranza di centrodestra. Anche a costo di smentire i governatori di centrodestra, è passata una delle bandiere della campagna elettorale. Creando un incidente diplomatico e uno scontro istituzionale fra Roma e Palermo, scontro che rivanga anche lo scontro ideologico fra centrosinistra e centrodestra sul Reddito di cittadinanza. E che getta nel caos i 280 ex Navigator che solo lunedì scorso avevano toccato il cielo con un dito tenendo in mano il contratto prorogato fino al 31 dicembre.

Il caso è quello, appunto, degli ex Navigator, il cui contratto già prorogato è scaduto lunedì scorso. Con una nota, pubblicata ieri su Twitter da Luigi Marattin del Terzo Polo, il ministero del Lavoro aveva chiesto alle Regioni se intendessero prorogarne l’utilizzo e di comunicarne il relativo costo. Le Regioni Calabria, Basilicata e Molise avevano risposto positivamente. Il neogovernatore della Sicilia, Renato Schifani, lunedì scorso è andato ben oltre firmando lui stesso i nuovi contratti fino al prossimo 31 dicembre e per ragioni d’urgenza. Ma qui la fuga in avanti è stata giustificata dal fatto che da ieri i Centri per l’impiego della Sicilia sono rimasti sguarniti di personale specializzato per il nuovo mercato del lavoro, visto che le procedure per assumere il personale si sono avviluppate nei meandri dei ricorsi, e ci sono da spendere entro il 31 dicembre i 94 milioni del “Pnrr” per il programma “Garanzia occupabilità lavoratori”. I Navigator avevano, quindi, festeggiato, erano soddisfatti i sindacati che ne avevano richiesto la proroga. 

Sembra sia accaduto, però, che gli effetti della sortita di Schifani abbiano provocato riverberi a Roma, dato che il problema è nazionale e che tutti si sono detti «se in Sicilia l’hanno fatto, perchè non si può fare altrove?». Tant’è che nel tardo pomeriggio le agenzie hanno battuto la notizia secondo cui fonti di governo lasciavano intendere che si stesse studiando la proroga di tutti i Navigator (538 con collaborazioni cessate tra maggio e agosto e 958 scaduti il 31 ottobre) e che si fosse però ancora allo stadio di «discussione».

Il timido tentativo, però, è stato subito stroncato dalla Lega, partito che ha messo al ministero un suo sottosegretario, Claudio Durigon, e da Fratelli d’Italia intervenuta ai massimi livelli. Dopo mezz’ora la nota del ministero del Lavoro che ha creato non poche perplessità, sostenendo che la proroga «non è tecnicamente possibile»: «In relazione alle notizie di stampa circolate in queste ore relative alla proroga degli ex Navigator – si legge nella nota ufficiale – , scaduti lo scorso 31 ottobre, si precisa che detti contratti non sono prorogabili. Sul tema e nell'ambito delle attività di coordinamento è stata, invece, avviata una mera attività ricognitiva tra le Regioni. Eventuali ulteriori utilizzi degli ex Navigator richiederebbero l'approvazione di una apposita norma, non allo studio del ministero».

Che lo stop sia stato improvviso e politico è stato confermato subito dopo da una dichiarazione del leader della Lega in persona: «È scaduto il contratto dei Navigator…ma quanti lavori hanno trovato questi Navigator? Rivedere, riformare il Reddito di cittadinanza è un dovere morale. Lasciare il contributo a chi non può lavorare è fondamentale, ma chi può lavorare deve essere incentivato», e poi bisogna «tagliare sprechi e truffe», ha detto Matteo Salvini. E se ci fossero ancora dubbi residui, ecco le parole del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, di FdI e cognato di Giorgia Meloni, che ha tagliato corto: «Bene ha fatto il ministero del Lavoro, un altro impegno mantenuto dal governo Meloni, i contratti non saranno prorogati».

Informato da noi dell’accaduto, il governatore Renato Schifani si è detto «stupito da questo cambio di posizione del ministero. Il 28 ottobre hanno chiesto a noi e a tutte le Regioni se fossimo orientati al rinnovo, non hanno scritto che si trattava di un’azione ricognitiva e che per farlo ci vuole una legge. Era un interpello chiaro, non equivocabile. Ma – ha aggiunto Schifani senza tradire il forte disappunto – approfondirò il problema nelle sedi opportune». Gli ha fatto eco Luigi Marattin: «Ma se il governo non ha mai avuto intenzione di prorogarli, perché si è chiesto con una lettera se c'é bisogno di prorogare i Navigator e di comunicare già la stima dei costi?».

Amaro il commento dell’associazione “A.n.n.a.” che li riunisce: «Crediamo che oltre ai lavoratori, qui si stia umiliando la Sicilia e il suo presidente Schifani, che si è esposto in prima persona. Speriamo che ci sia uno scatto di orgoglio, perché se passa questa ne passeranno altre cento sulla pelle dei siciliani». E conclude un lavoratore, che chiede di restare anonimo: «Tutto questo avviene in un giorno festivo  alla vigilia dei Morti, gettando nello sconforto centinaia di lavoratori incolpevoli e le loro famiglie».  COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA