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Superbonus 110: truffa o misura rivoluzionaria? Ecco cosa dicono in Sicilia imprenditori e professionisti

Le reazioni alle parole della premier Meloni che ha definitivamente bocciato l'agevolazione per le ristrutturazioni

30 Agosto 2023, 18:00

Superbonus: '47mila posti persi con stop 5,2 mld crediti'

Un cartello di stop e le impalcature per la ristrutturazione edilizia al 110%, molti i cantieri fermi in attesa dello sblocco deila cessione dei crediti. Genova, 04 luglio 2022

«Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza». Il dubbio manzoniano vale anche per il superbonus. Introdotta nel 2020 dal governo Conte (una serie di agevolazioni per ammodernare costruzioni e infrastrutture migliorandone l’efficienza energetica e al contempo stimolare il settore edile in crisi post Covid), la misura ormai cessata, continua a dividere e a essere fonte di polemiche.

Nel primo Consiglio dei ministri dopo le ferie, Giorgia Meloni ha detto, citando l’Agenzia delle Entrate, che applicando il superbonus ci sarebbero stati 12 miliardi di euro di irregolarità e l’ha definito «la più grande truffa ai danni dello Stato». Ma imprenditori edili e professionisti sono di tutt’altro avviso.

«Sul bonus di consolidamento e ristrutturazione con miglioramento della classe sismica non c’è stata alcuna truffa perché ci sono i controlli a monte delle piattaforme» replica piccato Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia. «Il problema, semmai, è stato sul bonus del 90% per il rifacimento delle facciate perché non furono previsti plafond, né controlli. La colpa, se vogliamo parlare di colpe, è addebitabile al governo Conte». Una dimenticanza? «Sì, è stata presa alla leggera, perché non si pensava che qualcuno avrebbe potuto approfittarne».

Anche Rosario Fresta, presidente di Ance Catania, difende la misura. «Sbaglia la Meloni. Noi pensiamo che abbia dato un’opportunità straordinaria per la ristrutturazione degli immobili nel Paese. Inoltre, ha dato respiro al comparto delle costruzioni e dell’edilizia in un periodo tra i più drammatici che il nostro Paese abbia attraversato dal Secondo dopoguerra a oggi». Ma riconosce che errori ce ne sono stati. «È vero che ci sono state incongruenze e limiti: alcune cose potevano essere fatte meglio dal governo che varò questa misura. Ma a noi, in Sicilia, non risultano tutte queste truffe di cui parla la Meloni. È vero che qualcuno possa averne approfittato ma limitatamente al superbonus del 90% sul rifacimento delle facciate. Ma questo segmento è chiuso da tempo. Noi siamo stati molto soddisfatti e credo che una misura come questa andava con alcune modifiche confermata perché è stata, come si dice, una mano santa per il nostro settore».

Gli architetti

Dello stesso tenore la reazione dell’Ordine degli architetti della provincia di Catania. «Destano grande stupore le parole espresse dal presidente del Consiglio, contraddicendo quanto variamente espresso nell’ultimo anno in varie sedi e documenti istituzionali e in atti parlamentari redatti e resi noti dalle varie commissioni che si sono occupate della questione sulla scorta di dati reali comunicati e divulgati dall’Agenzia delle Entrate, dall’Enea e dalla Guardia di Finanza. Le truffe, che pure ci sono state, sono ascrivibili in massima parte al “Bonus facciate” dice l’architetto Mario Caruso, delegato del presidente Sebastian Carlo Greco per il Pnrr e la Transizione ecologica. Che contrattacca il Governo: «La truffa, semmai, l’hanno purtroppo subita i cittadini che, in qualità di proprietari, condomini, professionisti e imprese, fidandosi di una legge dello Stato, hanno impegnato le loro risorse, il loro lavoro, il loro tempo e i propri averi ritrovandosi poi, non per loro responsabilità ma per il continuo colpevole e premeditato cambio normativo, in situazioni di gravissima difficoltà, che tutt’ora sono ben lungi dall’essersi risolte».

Gli architetti ci tengono a ricordare che il provvedimento ha apportato benefici anche allo Stato. «Non si comprende come non si sia mai voluto tenere conto, nei vari comunicati del Governo, dei benefici pure certificati per lo Stato e correlati alla misura, dovuti a Iva, Ires, Irpef, riduzione della Cil e aumento del Pil, misurati e certificati dal ministero dell’Economia e delle Finanze in diverse decine di miliardi di euro».