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Editoriali

Corri Catania, corri: quella voglia di ripartire che ha travolto la città

La pandemia ci ha resi più deboli, ma non per questo meno speranzosi. Perché non serve strappare le pagine della vita, basta solo saper voltare pagina

Di Andrea Magrì

Ieri è passato. Domani non è ancora arrivato. Abbiamo solo oggi: ricominciamo. Un messaggio di speranza che può benissimo “vestire” l’edizione 2022 della Corri Catania. La prima dopo due anni di incertezze, paure, bisogno e voglia di tornare alla normalità. La pandemia ci ha resi più deboli, ma non per questo meno speranzosi. Perché non serve strappare le pagine della vita, basta solo saper voltare pagina e ripartire.

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E, allora, è stato emozionante, ieri mattina, ritrovare quel gusto di tornare a “correre” tra i vicoli della nostra città, di un centro storico spesso bistrattato, ma tra i più belli al mondo. Ogni strada, ogni angolo, ogni basolato è stato invaso dalla “marea bianca”.

Catania è tornata a correre. Per lasciarsi dietro la crisi, per dimenticare la pandemia, per ridare fiato e voce alla sua gente. Perché il silenzio degli ultimi due anni ci ha tolto il rumore di fondo della vita, ma ci ha ricordato anche come i suoni siano la musica che accompagna la nostra esistenza.

Uno spettacolo, insomma. Un vero tripudio. Catania si è riappropriata di Catania. Ha gettato la maschera (pardon, la mascherina) ed è tornata a fare battere il suo cuore. Quello della solidarietà. Quello della voglia di guardare avanti senza paura, sperando che il domani sia migliore del passato.

E anche questa volta la Corri Catania ha stravinto. Oltre ventimila persone al via, una giornata più estiva che primaverile, un percorso da brividi, un entusiasmo che si percepiva a pelle. E un’organizzazione, come sempre, impeccabile. Lungo tutti i 5 km che hanno caratterizzato questa passeggiata, tra un Castello Ursino che, illuminato dal sole, sembrava più bello del solito, e una piazza Università che si è confermata cuore pulsante di una città che, è vero, ha mille difetti e pochi vanti, andrebbe governata meglio e valorizzata di più, è stata depauperata negli ultimi decenni e non riesce a risalire la china.

Ma ha grande voglia di riscatto, di ritrovare il suo senso di appartenenza. Perché, come diceva Albert Einstein: “Impara da ieri. Vivi per oggi. Spera per domani”. 

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