13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 12 gennaio 2026 23:41
×

La notte insonne per Larimar prima della tragedia: acquisita la chat con un ragazzino

La procura per i minori ha sequestrato i cellulari dei genitori utilizzati dalla 15enne

Laura Mendola

05 Dicembre 2024, 23:35

larimar1

Due notti prima del suicidio Larimar Annaloro, la giovane di 15 anni di Piazza Armerina morta il 5 novembre scorso, ha chattato con un ragazzo. Lo ha fatto per diverse ore prima di chiudere gli occhi e l’indomani riprendere con le tradizionali attività scolastiche. E quella discussione ora verrà acquisita dalla procura per i minori di Caltanissetta, guidata da Rocco Cosentino, che ha provveduto a sequestrare i cellulari dei genitori della ragazzina.

I genitori sentiti in Procura

Sia Johary che Roberto Annaloro sono stati sentiti negli uffici di via Minzoni, accompagnati dal difensore Milena Ruffini, per raccontare ai magistrati che indagano per istigazione al suicidio e possesso e diffusione di materiale pornografico (meglio conosciuto come ravenge porn) le ore antecedenti la morte della giovanissima ragazza. E in quella chat i magistrati vogliono comprendere se ci sia o meno le perplessità della quindicenne in merito a delle foto scattate durante un momento di intimità. Frame che comunque nel giro di pochissimo tempo sono stati inoltrati a tantissimi altri adolescenti. Con chi ha chattato Larimar tutta la notte? I genitori sono stati chiari e al procuratore, che ha in mano il fascicolo sulla morte della figlia, hanno raccontato la loro verità.

I messaggi mostrati agli inquirenti

«I messaggi - dice l’avvocato Ruffini - sono stati mostrati alla Procura insieme ad altro materiale di indagine che a nostro avviso potrebbe essere utile per ricostruire la vicenda. Inoltre i genitori hanno provveduto ad aggiustare uno smartphone appartenuto a Larimar ed usato dalla ragazza nei mesi immediatamente antecedenti alla sua scomparsa (fino ad agosto). Durante l'audizione i dispositivi sono stati messi dai genitori a disposizione degli inquirenti per i dovuti accertamenti e sono stati sequestrati a tal fine».
Il telefono della madre, in particolare, racconta la vita della giovane studentessa. Due mesi fa lo smartphone di Larimar si è rotto e per responsabilizzare la figlia i genitori non lo hanno fatto sistemare (ora è sotto sequestro). Così utilizzava il cellulare della madre, lo stesso telefonino che la ragazzina ha chiesto di avere con sé quel martedì mattina dello scorso mese quando, dopo la violenta lite a scuola con una compagna, è tornata a casa dopo che «è successa una cosa orribile», ha avuto il tempo di dire alla madre. Poi la richiesta del cellulare durante l’assenza dei genitori e quel “no” da parte della madre perché le serviva.

Le notti insonni

Ora su quel cellulare utilizzato per le ultime confidenze notturne si trova in mano agli inquirenti che lo devono analizzare. Così come è stato anche sequestrato il cellulare che la famiglia Annaloro utilizzava in casa come se fosse un telefono di rete fissa.
Dopo la tragedia di Larimar i familiari hanno più volte spulciato le chat della figlia, da qui l’idea che Larimar sarebbe stata spinta a farla finita. Ed ha trovato l’occasione della solitudine dopo il violento alterco con la compagna sul fidanzato conteso per farla finita.