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Von der Leyen apre all'obbligo vaccinale in Europa

Di Redazione

ROMA - "Fino a due o tre anni fa non lo avrei mai pensato, ma".Dopo gli annunci di Austria e Grecia, è a imprimere una spinta al dibattito sulle immunizzazioni vincolanti nell'Europa alle prese da settimane con la recrudescenza della pandemia e i nuovi timori legati alla variante Omicron. "Così come è strutturato oggi, il super green pass non ci convince molto, perché più metti delle particolarità all'interno dell'applicazione, più diventa difficile applicarlo. Quindi, credo che bisogna prendere atto che c'è una recrudescenza dei numeri e andare verso un obbligo vaccinale, con tutte le difficoltà" che ne conseguono, a partire dal "come lo rendi obbligatorio", ha detto . "Per ora ci possiamo permettere di non affrontare ancora questo argomento, perché gli italiani sono responsabili", ha spiegato . "Ogni Paese ha le sue difficoltà, ma noi possiamo ancora permetterci di provare a convincere il 15% che ancora non si è vaccinato. Molti di loro hanno semplicemente paura, su quella parte - ha aggiunto - possiamo continuare a lavorare".In Germania, dove l'obbligo vaccinale è in cima all'agenda dopo l'endorsement del , si teme di arrivare a Natale con un nuovo record di occupazione delle terapie intensive con seimila pazienti, mentre già oggi con 4.690 posti occupati si sono resi necessari 80 trasferimenti da una regione all'altra e la messa in pre-allarme degli ospedali nei Paesi vicini, compresa l'Italia.  "Gli scienziati dicono di non saperne abbastanza. Servono due o tre settimane, che in pandemia sono un'eternità. Per questo la raccomandazione è vaccinatevi. Speriamo per il meglio, ma prepariamoci al peggio", ha avvertito ancora von der Leyen, parlando di una "corsa contro il tempo" e lanciando un appello per un maggiore coordinamento ai Paesi membri. "L'Ue è una regione epidemiologica, qualsiasi cosa facciamo e concordiamo come Ue deve essere centrato sulle persone, non è un discorso di frontiere. Il virus non si ferma alle frontiere", ha aggiunto la presidente della Commissione.Il nuovo ceppo, già trovato in decine di pazienti in almeno 24 Paesi nel mondo, continua intanto a diffondersi rapidamente. In Sudafrica, dove una settimana fa è stato individuato per la prima volta, i contagi giornalieri sono saliti a oltre 8 mila, e cresciuti di oltre il 400% su base settimanale. Ma il numero dei ricoveri non ha registrato aumenti significativi. E mentre si rafforzano chiusure e restrizioni ai viaggi, e gli scienziati accelerano gli studi - a Cuba sarebbero già al lavoro per un aggiornamento del vaccino -, sulla nuova mutazione, l' resta prudente. "Non abbiamo tutte le informazioni sulla trasmissibilità - ha detto - anche se qualche elemento suggerisce che sia più trasmissibile".Ma le condizioni della maggior parte dei contagiati con la nuova variante sono finora "lievi", sottolinea sempre l'Oms, secondo cui non ci sono al momento prove che suggeriscano che l'efficacia dei vaccini sia stata ridotta dal nuovo ceppo. Parlando della nuova emergenza, ha lanciato l'allarme sul "mix tossico" di bassa copertura vaccinale e poche persone testate, che potrebbe continuare a generare nuove varianti.Ma anche sugli sviluppi nelle prossime settimane l'Oms non si sbilancia, invitando gli europei a essere "pazienti" di fronte ai timori di un Natale in lockdown.

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