18 gennaio 2026 - Aggiornato alle 18:54
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Rinascita sulle Ande: corpi, memoria e salvezza

“Oltre”, il racconto di un disastro aereo diventa riflessione sulla natura umana

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Una scena dello spettacolo "oltre" al teatro Biondo di Palermo

Una scena dello spettacolo "oltre" al teatro Biondo di Palermo

Il 13 ottobre 1972 il volo 571 dell’Aeronautica militare uruguaiana si schiantò sulle Ande con quarantacinque persone a bordo. L’aereo trasportava i membri di una squadra di rugby insieme ad alcuni amici e familiari. La rotta era da Montevideo, in Uruguay, a Santiago, in Cile. Allo schianto sopravvissero in ventinove e dopo settantadue giorni solo sedici di loro furono salvati dai soccorsi. I corpi dei cadaveri furono utilizzati dai sopravvissuti per nutrirsi e continuare a vivere.

Fin dove siamo pronti a spingerci pur di sopravvivere? Come i miei muscoli, il mio cuore, le mie ossa e le mie viscere possono partecipare al progetto di sopravvivenza di altri esseri umani e diventare così l’energia, i muscoli e il sangue che li conducono verso la salvezza? Possiamo rinascere nel corpo di un altro? Da queste domande prende le mosse il progetto teatrale di Fabiana Iacozzilli, che racconta uno dei più impressionanti disastri aerei della storia – al quale sono stati dedicati libri, film e narrazioni diverse – con lo scopo di esplorare i comportamenti e la natura umana in una prospettiva filosofica e spirituale, che non si appiattisce sul dato storico e sull’eccezionalità dell’evento: «Il nostro – spiega la regista – vuole essere un progetto sulla rinascita e sulla trasformazione più che sulla catastrofe».

L’aspetto performativo del teatro di Icozzilli si arricchisce, in questo nuovo progetto, di marionette ibride a grandezza naturale progettate da Paola Villani e manovrate a vista.