15 febbraio 2026 - Aggiornato alle 00:32
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Teatro Stabile Palermo. L'attesa di Argo: memorie di un esilio

Serena Sinigaglia dirige uno spettacolo di Letizia Russo, ispirato al racconto autobiografico di Maria Grazia Ciani: l'esilio come metafora esistenziale

Ariella Reggio, Maria Ariis, Lucia Limonta

Ariella Reggio, Maria Ariis, Lucia Limonta

Serena Sinigaglia firma la regia dello spettacolo scritto da Letizia Russo e ispirato al romanzo Storia di Argo di Maria Grazia Ciani, racconto autobiografico di un esilio che diventa metafora della vita stessa. La scrittrice e traduttrice ha vissuto da bambina l' esodo istriano del 1947 e racconta quello strappo con delicatezza. «Un argomento storico delicatissimo – dice Sinigaglia – importante e tuttavia ancora poco approfondito, uno di quegli argomenti che appena lo tocchi rischi di sollevare un polverone tra chi quella storia non solo la conosce ma l'ha vissuta, e tutti gli altri, che per lo più non ne sanno nulla e rimangono indifferenti».

A simboleggiare il trauma dell'esilio forzato, lo straziante momento della separazione di Maria Grazia Ciani dal cane York, abbandonato la notte della fuga. York che, come Argo, il cane di Ulisse, ha continuato ad aspettare invano il suo ritorno, fino alla morte. Il fedele animale è simbolo di casa, di attesa, di amicizia e di pace.

Dando voce ai silenzi, riscoprendo la Storia, entrando tra le pieghe di quelle vicende Sinigaglia imbastisce un confronto fra generazioni che si svolge nel presente. Il racconto è affidato a tre donne: una nonna (che ha vissuto la vicenda), una madre (che conosce i fatti dalla madre) e una figlia (che non ne sa niente). In maniera intima e umana le tre donne prendono in mano la loro storia familiare per confrontarla con la Storia di tutti, di oggi e di domani.