4 febbraio 2026 - Aggiornato alle 01:39
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Sant'Agata torna a splendere: il restauro condiviso che ridà memoria e identità al quartiere

presso l’edicola votiva di Sant’Agata in via Plebiscito 780–782 verrà presentato il lavoro di restauro dell'icona della Santa

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Locandina restauro Icona Sant'Agata

Locandina restauro Icona Sant'Agata

Il restauro dell’icona di Sant’Agata è il risultato di un percorso collettivo nato da una raccolta firme promossa dalla comunità di fedeli che da anni si prende cura dell’edicola: le devote e i devoti hanno così reso evidente l’urgenza di intervenire su un bene che custodisce memoria, identità e senso di appartenenza del quartiere “Antico Corso”. A questa richiesta collettiva Officine Culturali ha subito risposto, dando vita a un percorso condiviso tra cittadinanza attiva e istituzioni.

Il progetto è stato reso possibile grazie all’immediata disponibilità del Policlinico “G. Rodolico – San Marco”, proprietario dell’immobile, all’autorizzazione e alla preziosa collaborazione della Soprintendenza dei Beni Culturali di Catania (con l’attuale soprintendente dott. Maurizio Auteri e con incaricato alla sorveglianza la funzionaria storica dell’arte Roberta Carchiolo), in un dialogo che ha riconosciuto il valore culturale, sociale e devozionale dell’edicola votiva e della comunità che la anima quotidianamente.

Il restauro è stato affidato alla dott.ssa Lina Lizzio, coordinatrice tecnica dell’intervento, e alla dott.ssa Elisabetta Gregorio, restauratrice, professioniste impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, e diretto dall’arch. Santa Privitera. Officine Culturali si è fatta carico dell’intervento come gesto di riconoscenza e restituzione verso il quartiere che la accoglie da sedici anni: un impegno concreto per ridare nuova vita a un bene comune, che rappresenta una forte connotazione culturale e simbolica per questa piccola ma intensa “comunità di patrimonio”. Una richiesta nata dal basso, che ha trovato un primo momento pubblico nel gennaio 2025, quando il progetto di restauro è stato ufficialmente presentato alla cittadinanza.

Importante, nei mesi di novembre e dicembre, è stato il dialogo scientifico e umano con il Dipartimento di Fisica e Astronomia “Ettore Majorana” dell’Università di Catania. Grazie alla disponibilità della prof.ssa Anna Gueli, del prof. Giuseppe Stella, del prof. Salvatore Gallo, del prof. Giuseppe Politi e della dott.ssa Sara Galvagno, l’icona è stata sottoposta a una serie di analisi diagnostiche avanzate, finalizzate allo studio della tecnica esecutiva e all’identificazione dei materiali costitutivi, elementi indispensabili per orientare un restauro rispettoso e consapevole. Un approccio interdisciplinare che ha saputo coniugare competenza tecnica e profonda attenzione al valore simbolico e devozionale dell’opera.

Fondamentale è stata l’attenta e informata accoglienza del restauro, presso la propria sede, del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. Fin dall’inizio, infatti, il restauro è stato concepito come un’operazione pubblica e partecipata, capace di rendere visibili e condivisibili le diverse fasi del lavoro. Per questo motivo, l’intervento non si è svolto in un laboratorio chiuso, ma presso SpaziOfficine, la sala didattica affidata alla gestione di Officine Culturali in via Biblioteca n. 15. In questi spazi, ogni venerdì pomeriggio, le devote e i devoti hanno potuto assistere liberamente alle fasi del restauro, dialogare con le restauratrici e avvicinarsi alle tecniche di conservazione e recupero,

rafforzando ulteriormente il legame tra l’icona e la comunità che lo riconosce come parte integrante della loro quotidianità.

La presentazione dei lavori di restauro dell’icona non rappresenterà soltanto la conclusione di un intervento di ripristino, ma la restituzione pubblica di un percorso collettivo: un esempio concreto di come un bisogno popolare e culturale, intenso e radicato, possa incontrare l’impegno di una realtà come quella di Officine Culturali e tradursi in un’azione condivisa di cura del patrimonio, capace di rafforzare legami, identità e senso di comunità.

L’appuntamento è per sabato 31 gennaio 2026 a partire dalle ore 17:00 presso l’edicola votiva di Sant’Agata, in via Plebiscito 780–782 (angolo con via S. Bambino). Alla presentazione dei lavori di restauro seguirà un momento di aggregazione religiosa e di preghiera a cura del sacerdote Salvatore Interlando, con un omaggio musicale dei Lautari e Klostès.