14 febbraio 2026 - Aggiornato alle 08:18
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Amatissima Franca: il dipinto ritrovato che svela il volto della Belle Époque

Ritratto inedito del 1895: Franca Florio riemerge in un'opera restaurata che restituisce la musa della Belle Époque a Palermo

Dettagli evento

Amatissima Franca: il dipinto ritrovato che svela il volto della Belle Époque

Amatissima Franca. Il dipinto ritrovato di Franca Florio
Esposto per la prima volta un ritratto inedito del 1895

Museo della Ceramica Florio e delle Arti Decorative – Palermo

8 marzo – 12 aprile 2026

A cura di Vincenzo Profetto e Antonino Lo Cascio

Dall’8 marzo al 12 aprile 2026 il Museo della Ceramica Florio e delle Arti Decorative di Palermo presenta “Amatissima Franca. Il dipinto ritrovato di Franca Florio”, una mostra dedicata a un’opera straordinaria e mai pubblicata prima: un ritratto inedito riemerso da una collezione privata palermitana. Un tassello nuovo nella storia iconografica di Franca Florio. La scelta della data non è casuale. L’8 marzo, giornata dedicata alle donne, segna simbolicamente l’apertura di un’esposizione che rende omaggio a una delle figure femminili più affascinanti, celebrate e discusse della storia siciliana. Franca Florio, nata Francesca Jacona della Motta di San Giuliano, fu molto più che la moglie di Ignazio Florio Junior: fu icona internazionale di eleganza, presenza magnetica nei salotti europei, musa di artisti e simbolo della Palermo della Belle Époque. La sua immagine attraversò un’epoca di splendore e contraddizioni, incarnando il volto mondano e insieme fragile di una stagione irripetibile.

Il dipinto, realizzato nel 1895 e firmato “G. Rapp”, la ritrae di spalle, a mezzo busto, in una posa di sorprendente modernità. Non è un ritratto celebrativo tradizionale: lo sguardo non si offre direttamente allo spettatore, ma si sottrae. È una presenza elegante, distante, quasi sospesa. L’abito bianco, il celebre collier de chien in platino e perle realizzato da Cartier, gli orecchini di perle: ogni dettaglio racconta lusso, status, raffinatezza, ma anche costruzione dell’immagine e consapevolezza del proprio ruolo pubblico.

L’opera colpisce per l’atmosfera rarefatta, costruita attraverso tonalità fredde e luminose che avvolgono la figura in una dimensione intima e silenziosa. Non è soltanto un ritratto, ma una visione: la rappresentazione di un mito nel momento in cui prende forma. A rendere ancora più affascinante il dipinto è il fatto che non sia mai stato pubblicato né esposto prima d’ora. Si tratta di un vero inedito, individuato e studiato da Vincenzo Profetto e Antonino Lo Cascio, che ne hanno riconosciuto con certezza il soggetto e promosso la sua presentazione al pubblico. La proprietà dell’opera ha accolto con entusiasmo la proposta, consentendo per la prima volta la fruizione collettiva di questo prezioso ritrovamento.

Accanto al dipinto saranno esposte alcune fotografie originali d’epoca provenienti da altre collezioni private, immagini che ritraggono Franca Florio in scatti rappresentativi e che dialogano con il quadro, contribuendo a ricostruire il contesto visivo e simbolico in cui nacque il suo mito. Il confronto tra pittura e fotografia permette di avvicinarsi ancora di più alla figura reale dietro

l’icona, restituendo al pubblico il volto di una donna che seppe attraversare la gloria e il declino con straordinaria forza. In occasione della mostra, il Museo ha promosso un accurato intervento di restauro conservativo, finalizzato al consolidamento delle fragilità emerse nel corso del tempo, così da restituire piena stabilità all’opera e assicurarne una chiara e armoniosa leggibilità nel rispetto della sua integrità storica. “Amatissima Franca” non è soltanto un’esposizione, ma un invito a riscoprire una stagione fondamentale della storia di Palermo attraverso lo sguardo di una donna che ne divenne simbolo assoluto. L’opera, finalmente identificata e studiata, viene presentata per la prima volta al pubblico, offrendo la rara opportunità di ammirare da vicino non solo un dipinto ritrovato, ma un autentico frammento della Belle Époque siciliana restituito alla memoria collettiva. Il dipinto sarà fruibile all’interno del normale percorso espositivo del Museo, con il consueto contributo d’ingresso, senza alcun costo aggiuntivo.