20 febbraio 2026 - Aggiornato alle 18:09
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Beethoven, tra lirismo e danza: concerto per violino op. 61 e sinfonia n. 7 op. 92 al Politeama Garibaldi

Beethoven tra lirismo e slancio ritmico: il concerto per violino op. 61 e la sinfonia n. 7 op. 92 con l'Orchestra Sinfonica Siciliana

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Giuseppe Mengoli

Giuseppe Mengoli

Il Concerto in re maggiore per violino e orchestra op. 61 (1806) nasce in un periodo sereno della vita di Beethoven e si distingue per il carattere lirico e cantabile. Unica grande opera concertistica per violino del compositore, fu scritta per il violinista Franz Clement e fonde virtuosismo solistico e struttura sinfonica. Dopo un’accoglienza inizialmente fredda da parte della critica, il concerto è oggi considerato uno dei massimi capolavori del repertorio violinistico. I tre movimenti — Allegro ma non troppo, Larghetto e Rondò — alternano ampiezza formale, intensità espressiva e brillantezza ritmica.

La Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 (1811-1812), definita da Wagner “apoteosi della danza”, è caratterizzata da straordinaria vitalità ritmica ed energia espressiva. Composta in un periodo difficile per Beethoven, sorprende per il suo slancio gioioso. Celebre l’Allegretto, dal tono raccolto e solenne, mentre i movimenti esterni sprigionano forza, dinamismo e spirito festoso. L’opera ebbe grande successo fin dalla prima esecuzione nel 1813.

Il concerto avrà luogo il 20 e 21 febbraio con l’Orchestra Sinfonica Siciliana al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo.