24 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:12
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Periferia e cittadinanza: un decennio di sperimentazione artistica a Castelbuono

Dieci anni di formazione e sperimentazione: arte, politica e dialogo tra centro e periferia (1968–1978)

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 Periferia e cittadinanza: un decennio di sperimentazione artistica a Castelbuono

Sabato 7 marzo 2026, alle ore 18.00, il Museo Civico di Castelbuono inaugura la doppia personale di Saro Brancato ed Enzo Sottile, dedicata a un decennio cruciale della loro formazione e della loro ricerca: gli anni compresi tra il 1968–1978.

La mostra, a cura di Laura Barreca e Valentina Bruschi, con la consulenza scientifica di Angela Sottile, nasce dal desiderio di rileggere quel primo tempo condiviso – tra Castelbuono e Milano – come uno spartiacque non solo biografico ma storico, politico e culturale. Il progetto presenta il racconto di un momento in cui le urgenze generazionali, le tensioni sociali e il desiderio di sperimentazione hanno trovato, anche in un piccolo centro dell’entroterra siciliano, una sorprendente capacità di apertura e di dialogo con quanto accadeva a livello nazionale e internazionale. Quando, tra il 1967 e il 1968, Saro Brancato e Enzo Sottile iniziano a lavorare insieme a Castelbuono, sono poco più che adolescenti. Lo studio condiviso nei pressi di piazza Margherita diventa un luogo di confronto quotidiano, di circolazione di immagini e riviste, di ascolto musicale e discussione politica. In quel clima attraversato in Italia, e nel mondo, dalle lotte studentesche, dalla contestazione e dalla rivoluzione musicale, l’arte si configura come pratica necessaria, spazio di libertà e insieme di responsabilità. La storica Rassegna ’70 – tenutasi a Castelbuono e parzialmente ricostruita in mostra attraverso opere, fotografie e documenti – segna il primo momento pubblico di quell’esperienza collettiva: un episodio che si inserisce in un dialogo tra centro e periferia nel contesto del fermento culturale di quegli anni.

In mostra sono presentate circa trenta opere significative del periodo 1968–1978, affiancate da materiali documentari, fotografie, locandine e altri elementi d’archivio che restituiscono l’atmosfera di quel decennio, rendendo visibile non solo l’evoluzione dei linguaggi ma anche il tessuto relazionale e culturale entro cui essi si sono formati.