Pirandello al Teatranimahub: la compagnia CAOS porta in scena "Pensaci Giacomino"
Per la rassegna Mariuccia Linder al Teatranimahub, la CAOS presenta "Pensaci Giacomino" di Pirandello: maschere, ipocrisia borghese e il coraggio del professore Toti
Dettagli evento
Data di inizio 14.03.2026 - 18:00
Data di fine 14.03.2026 - 00:00
Località
Tipologia
Prezzo 8,00 €
Locandina Evento
Al Teatranimahub di Agrigento, la compagnia CAOS in “Pensaci Giacomino” di Luigi Pirandello.
Nuovo appuntamento con la rassegna teatrale e musicale Mariuccia Linder 2025/2026, ideata dalla Associazione Culturale TeatrAnima di Agrigento con l’intento di continuare a tenere vivo il ricordo umano ed artistico di Mariuccia Linder, insegnante di Educazione artistica e di Storia dell’Arte ad Agrigento, nonché pittrice, poetessa, costumista, scenografa, scrittrice per il teatro e soprattutto attrice.
Sabato 14 marzo 2026, alle ore 18:00, nella sala del Teatranimahub, il nuovo centro culturale realizzato dalla Associazione Culturale TeatrAnima all’interno dell’ex Istituto Gioeni/Salesiani di Via Oblati 96, il Gruppo Teatrale Caos - Città di Porto Empedocle presenterà “Pensaci Giacomino”, i tre atti di Luigi Pirandello, con la regia di Renato Terranova. In scena: Enzo Minaldi, Gero Ferlisi, Giusi Alaimo, Francesco Brocato, Laura Di Fede, Alessandro Cutaia, Elisabetta La Rocca, Sandro Re, Carmen Trupia, Filippo Sferlazza.
Ingresso (contributo associativo) €8,00 - Info 3270044269 - 3291148371 - teatranima@libero.it
Note di Regia:
Ricavato dalla novella pubblicata nel 1910 sul Corriere della Sera, in “Pensaci Giacomino!” Luigi Pirandello affronta una questione sociale che si intreccia con le convenzioni borghesi dell’epoca, dove la responsabilità morale effettiva si contrappone a quella pubblica apparente. Ognuno indossa una maschera che occulta la propria natura mostrando ciò che gli altri vedranno: si è giudicati esclusivamente per la maschera che si porta. È il paradosso borghese di Pirandello, condizionato dalla figura del padre dispotico e dalla disattenzione della madre, affidato alla governante che trasmetterà una visione arcana e magica della donna, plasmandone la personalità poliedrica e curiosa.
Il professore Agostino Toti (Enzo Minaldi sulla scena), con la sua caparbietà dettata da “onestà” e dalla voglia di far bene, riesce a sconfiggere le apparenze e i condizionamenti imposti dalla società. Ne escono sconfitti: il direttore della scuola, Francesco Brocato, e il direttore della banca, Gero Ferlisi, succubi dei giudizi legati al loro status; i coniugi Cinquemani, Filippo Sferlazza e Carmen Trupia, che scacciano la figlia per preservare il “santo rossore della faccia”; Rosaria De Lisi (Elisabetta La Rocca), che avrebbe desiderato un altro futuro per il fratello; don Landolina (Sandro Re), sacerdote più attento all’immagine che al bene della creatura; la governante Rosa (Giusi Alaimo), che pur vivendo nella casa Toti detesta il professore; Giacomino (Alessandro Cutaia), padre di un bimbo con un cognome diverso dal suo, sballottato fra l’essere e l’apparire; e infine Lillina (Laura Di Fede), dolcissima creatura vittima di un atto d’amore che dell’epoca determinava la considerazione sociale. Fra tutti emerge solamente la figura del professore Toti, che si ritiene padrone delle proprie certezze, pronto a pagare anche i propri errori con coraggio e determinazione.
(Renato Terranova)