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13 aprile 2026 - Aggiornato alle 18:33
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Il criptoportico del Giardino Bellini: un tesoro sotterraneo nel cuore di Catania

Apertura straordinaria per le Giornate FAI del criptoportico nel Giardino Bellini: percorso sotterraneo ottocentesco tra architettura, natura e memoria

Dettagli evento

 il Criptoportico della Villa Bellini? E avete mai visto lo Stretto dalla  Lanterna  del Montorsoli?  Tanti tesori  da scoprire nelle Giornate Fai d'autunno

il Criptoportico della Villa Bellini? E avete mai visto lo Stretto dalla Lanterna  del Montorsoli? Tanti tesori da scoprire nelle Giornate Fai d'autunno

Le Giornate FAI sono eventi di raccolta fondi: partecipare a ogni visita con una donazione significa sostenere la missione della Fondazione. In caso di particolare affluenza l’ingresso al luogo potrebbe non essere garantito. Chi ha la tessera FAI o fa la tessera direttamente in loco, ha diritto all’accesso prioritario.

Il criptoportico si trova nel cuore di Catania, incastonato all'interno del Giardino Bellini, storico parco ottocentesco caratterizzato da terrazze, viali alberati e scorci scenografici. L'area, un tempo parte dei terreni dei Principi di Biscari, conserva una forte valenza paesaggistica e identitaria, integrandosi armoniosamente nel contesto urbano e vegetale della città storica.

L'area del “Laberinto” è il nucleo originario del Giardino, che prende il nome, probabilmente sin dalla fine del 1600, dall'impianto a croce col quale erano disposte le piante ad esso affidate alle cure del possessore, il sacerdote Francesco Maria Scionti. Nel 1719 passò a Vincenzo Paternò Castello. Alla sua morte, nel 1749, ne divenne proprietario il figlio, il Principe Ignazio Paternò Castello, che volle riprendere ed enfatizzare, secondo la moda del tempo, il concetto di “Laberinto”, carico di suggestioni filosofiche. Creò un dedalo intricato di percorsi realizzati tramite fitti filari perlopiù di cipressi, mirti e siepi, arricchiti da fontane, cascatelle e ponticelli, disposti attorno ad uno spazio scavato, definito successivamente “l'occhio del labirinto”.

Il criptoportico del Giardino Bellini si sviluppa come galleria voltata a botte, scavata nel banco lavico, con andamento curvilineo che segue la morfologia del parco. Le pareti, scandite da nicchie ad arco ribassato, richiamano i modelli sette-ottocenteschi di architettura ispirata all'antico. La pietra grezza, le aperture circolari e i giochi di luce naturale generano un effetto di sorpresa e mistero, tipico del paesaggismo romantico. Le aperture laterali, oggi grate, suggeriscono un uso scenografico pensato per incorniciare fontane o scorci naturali. Il criptoportico funge da passaggio tra la parte alta del parco e i terrazzamenti inferiori, integrandosi con altri elementi del giardino: la scalinata monumentale, la vasca centrale con giochi d'acqua, il chiosco musicale in stile liberty e le aree verdi all'italiana. L'intero impianto riflette un raffinato disegno paesaggistico ottocentesco, dove natura, architettura e memoria si fondono armoniosamente.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

Il criptoportico del Giardino Bellini verrà aperto al pubblico, svelando uno degli angoli più affascinanti e segreti di Catania. Solitamente inaccessibile, questo spazio ipogeo, immerso nella pietra e nel silenzio, verrà restituito alla città grazie alle Giornate FAI, offrendo un'occasione irripetibile per attraversare la storia e l'immaginario romantico del giardino ottocentesco. Un'esperienza immersiva che porterà i visitatori nel cuore nascosto del parco, dove natura, architettura e memoria si intrecciano in un suggestivo racconto sotterraneo. Un'apertura straordinaria che invita a riscoprire la città attraverso ciò che è celato alla vista quotidiana, ma custodito nella sua anima più profonda.

Orari

Sabato: 09:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00. Note: gruppi di max 20 persone

Domenica: 09:00 - 13:00 / 15:00 - 18:00. Note: gruppi di max 20 persone

Durata visita

30 minuti

Visite a cura di: ICS Cavour, ICS G. Parini, ICS D. Savio (San Gregorio di Catania), ICS G. Mascagni-M. Montessori, Liceo scientifico E. Boggio Lera.