Passeggiata al castello di Castellammare del Golfo: torri, ancore e segreti arabo-normanni nelle Giornate FAI
Castello di Castellammare del Golfo: viaggio tra torri bizantine, sale arabe e reperti marini; visita nelle Giornate FAI (donazione a sostegno della Fondazione, accesso prioritario per i soci)
Dettagli evento
Data di inizio 21.03.2026 - 10:00
Data di fine 22.03.2026 - 18:00
Località
Tipologia
Link https://fondoambiente.it/luoghi/castello-arabo-normanni?gfp
CASTELLO ARABO NORMANNO
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Nel lontano passato, durante cioè l'espansione della città elima di Segesta, Castellammare era semplicemente il suo scalo commerciale, come ci dicono le fonti classiche (Erodoto, Strabone, Cicerone). Probabilmente la prima torre del castello fu eretta dai Bizantini, nell' VIII sec. d.C. a causa degli attacchi dei musulmani.
Con l'arrivo degli Arabi nel 827 d.C., la torre bizantina fu inglobata e non se ne ha più traccia. Sarà il geografo Idrisi, in epoca normanna (1100), a dare un preciso nome a questo territorio e lo chiamerà Al-Madarig, che significa “scalino”, “gradino” o anche secondo una teoria recente “attrezzatura per pescare”. Furono gli Aragonesi (1300) a chiamare questo territorio invece Castrum ad Mare De Gulfo.
Quello che è rimasto del castello è solo la sua parte difensiva, dove abitavano i soldati, perché il castello vero e proprio ormai è diventato abitazione di privati. Si accede al castello attraverso un ponte levatoio (ex), sotto il quale c'è un fossato, e poi si allarga in una piazza, il ballium, cioè questo cortile chiuso circondato da case.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
In giornate FAI scoprirete: La prima sala, detta Sala Nova, dopo la ristrutturazione del 1500 è la sala più antica, perché insieme al Dammusu di lu baruni costituisce la parte araba del castello; viene interpretata come la sala da pranzo dei soldati, con la cucina vicina che si trovava nell’attuale ingresso.In questa sala è stato attualmente posato il plastico del castello, realizzato recentemente da un nostro concittadino, che ci mostra come si doveva presentare il castello tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700.Proseguendo entriamo del Dammusu, ovvero la camera da letto del Barone, dove si trova l’unica finestra originale araba. Oggi la sala è dedicata alla preistoria e si può ammirare una collezione di fossili trovati su Monte Inici e le foto di reperti conservati in un magazzino di Segesta.La sala dove attualmente si trovano le ancore è la Sala della Torre, chiamata così perché è l’accesso alla torre di S. Giorgio. Sia la sala che la torre sono della seconda metà del 1400 e sono state costruite dalla famiglia Agliata. Nella sala sono conservati i reperti ritrovati nelle nostre acque, come colli di anfore, ancore plumbee e litiche.La torre di S. Giorgio contiene la Scala a Caracol (a chiocciola) di Palma di Maiorca, il cui elemento caratterizzate è il vuoto centrale; la scala è formata da cinquanta gradini in tufo di altezze diverse, per motivi difensivi; se si guarda dal basso verso l’alto si vede una chiocciola, viceversa si vedrà un ventaglio.L’ultima stanza è chiamata Sala degli Stemmi, in cui si trovano gli stemmi delle famiglie che hanno avuto la proprietà di Castellammare. Il borgo fuori le mura del castello venne costruito nel 1516 da Giacomo Agliata, che richiese la licentia populandi al Re.Il 22 ottobre 2016 il paese ha compiuto 500 anni e per questo motivo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, originario di Castellammare, ci ha donato l’onorificenza di diventare una città, cambiando nello stemma la corona d’argento con la corona d’oro.nella parte cinquecentesca del castello è allestito il museo etno-antropologico Annalisa Buccellato.
Testo scritto da Sunto storico descrittivo a cura dell'Associazione KERNOS
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Polo Statale dí Istruzione Superiore "Piersanti Mattarella" Castellammare del Golfo