Sicilia: ritratti di un'isola-mondo nelle fotografie di Armando Rotoletti
Oltre trent'anni di indagine fotografica in bianco e nero sulla Sicilia: memoria, patrimoni e identità plurali tra tradizione e trasformazione
Dettagli evento
Data di inizio 27.03.2026 - 17:00
Data di fine 27.09.2026 - 19:00
Località
Tipologia
Armando Rotoletti
Dal 28 marzo al 27 settembre 2026 l’Antiquarium Comunale di Centuripe ospita la mostra Sicilia. Un’isola, tante Sicilie. Fotografia, memoria e patrimonio culturale nell’opera di Armando Rotoletti, un ampio progetto espositivo dedicato a oltre trent’anni di ricerca fotografica sull’isola.
Il progetto nasce dall’idea che la fotografia possa costituire uno strumento di indagine scientifica sul territorio, sulla memoria e sulle trasformazioni sociali, capace di restituire non solo immagini ma interpretazioni complesse di un contesto storico e culturale. La mostra di Armando Rotoletti dedicata alla Sicilia rappresenta, in questo senso, un corpus di grande valore, frutto di oltre trent’anni di frequentazione assidua dell’isola e di un rapporto personale, profondo e mai interrotto con essa.
Costretto a lasciare la Sicilia in giovane età per ragioni di lavoro, Rotoletti non ha mai reciso il legame con la sua terra d’origine. Al contrario, il distacco ha reso ancora più urgente il bisogno del ritorno. A partire dalla fine degli anni Ottanta, la Sicilia diventa per lui un luogo da esplorare sistematicamente, un campo di osservazione privilegiato in cui far convergere esperienza biografica e pratica professionale di fotogiornalista. I viaggi per importanti magazine italiani e i progetti personali si intrecciano così in una lunga ricerca visiva che non pretende di essere esaustiva, ma che ambisce a essere onesta, stratificata e coerente.
Le fotografie raccolte nella mostra e nel volume edito da Silvana Editoriale non vogliono “raccontare la Sicilia” in modo totale o definitivo. Esse costituiscono piuttosto una selezione significativa di scatti realizzati nell’arco di oltre tre decenni, che nel loro insieme restituiscono una visione personale dell’isola intesa come “isola-mondo”. Una Sicilia plurale, complessa, attraversata da forti contrasti e da una densissima stratificazione storica, culturale e antropologico-sociale. È per questo che Rotoletti parla di “Sicilie”, al plurale: perché ogni territorio, ogni comunità, ogni paesaggio umano e materiale concorre a definire identità differenti, spesso coesistenti e talvolta conflittuali.
Il progetto si propone di analizzare questa narrazione visiva come una forma di costruzione del patrimonio culturale, sia materiale sia immateriale. Le immagini di Rotoletti non documentano soltanto luoghi, volti e oggetti, ma restituiscono pratiche, rituali, gesti quotidiani e forme di resistenza alla standardizzazione contemporanea. Come osserva Tomaso Montanari, la Sicilia che emerge da queste fotografie appare come un potente antidoto all’omologazione globale: una realtà “diversa”, in cui il tradizionalismo non è semplice arretratezza, ma può diventare frontiera avanzata del pensiero moderno, là dove la diversità si configura come valore umano fondamentale, fecondo e, proprio per questo, spesso temuto.
La scelta del bianco e nero e di una forma espressiva classica rafforza ulteriormente questa lettura. Lo spettatore è indotto a interrogarsi sul tempo delle immagini, a controllarne la datazione, scoprendo con sorpresa che ciò che appare come appartenente a un’altra epoca è invece pienamente contemporaneo. Le fotografie diventano così, per usare le parole di Italo Calvino riferite a Carlo Levi e riprese da Montanari, “ambasciatrici di un altro tempo” nel nostro presente. In questa sospensione temporale si colloca una delle chiavi di lettura più fertili del lavoro di Rotoletti: la capacità di mostrare ciò che ancora esiste, ma che lentamente e inesorabilmente rischia di scomparire.
Inaugurazione
27 marzo 2026, ore 17.30
Orari
Martedì – Domenica, ore 9.00–12.00 e 15.00–19.00
Chiuso il lunedì
La mostra è organizzata dal Comune di Centuripe in collaborazione con Rjma Progetti culturali ed è realizzata grazie al contributo dell’Assessorato dei beni culturali e dell’identità siciliana.