Archimede: il soliloquio di un genio contro la barbarie
Mario Incudine nei panni di Archimede: un monologo teatrale con musica dal vivo che intreccia genio, solitudine e un appello etico contro l'ignoranza e la barbarie
Dettagli evento
Data di inizio 28.03.2026 - 17:30
Data di fine 28.03.2026 - 20:30
Località
Tipologia
Mario Incudine
“Archimede. La solitudine di un genio” è il titolo del nuovo emozionante appuntamento con la stagione teatrale “Kallipolis” diretta da Alfio Zappalà, organizzata da ArchiDrama, con il patrocinio del Comune di Giarre, tra lo storico e rinnovato Cine Teatro Rex e il Cine Teatro Garibaldi di Giarre che sabato 28 marzo (pomeridiano ore 17.30 e serale ore 20:30) lo ospiterà. Indiscusso protagonista Mario Incudine nel ruolo di Archimede: “inventore ma anche simbolo della lotta tra il genio e la mediocrità, tra il desiderio di giustizia e l’ipocrisia del mondo”.
Il testo è di Costanza DiQuattro. Con Incudine protagonista (che ha curato anche le musiche, eseguite dal vivo dal Maestro Antonio Vasta), in scena: Antonio Vasta e Tommaso Garré. La regia è di Alessio Pizzech. Avvincente la trama: (212 a.C.) Siamo in Sicilia, Siracusa è assediata dall’esercito romano. Nella notte, un giovane legionario si introduce nella casa del matematico Archimede: è pronto a ucciderlo. Prima che il colpo venga inferto e il destino si compia, Archimede ha il tempo di ripercorrere per noi la sua esistenza, in un soliloquio in cui ci fa attraversare i dolori e le soddisfazioni di un uomo che ha dedicato la vita alla scienza. Scopriamo così che, nonostante la sua fama, è un uomo solitario: ha sacrificato ogni cosa per seguire il suo cammino di ricerca. La sua è una lotta contro l’ignoranza di chi non comprende la grandezza delle sue scoperte, e lui stesso si trova a vivere una vita di grande solitudine, sospesa tra la genialità e la follia.
Mario Incudine è il protagonista di questo emozionante spettacolo. Con la sua carica ed energia, recita e canta sul palcoscenico – sostenuto dalla musica dal vivo del bravissimo Antonio Vasta – per raccontarci la storia di un uomo divenuto immortale. Un invito a riflettere sulle sfide di chi è diverso, di chi, come Archimede, cerca di guardare oltre e spingersi verso l'ignoto. Un uomo che ha trasformato la solitudine in uno strumento di conoscenza e che, anche nell’ombra della morte, lascia un’eredità che trascende la sua epoca.
“Il testo di Costanza DiQuattro – sottolinea il regista Alessio Pizzech - è sorprendentemente attuale. In questo momento di odio e di guerra, di ricerca scientifica messa al servizio della distruzione di vite umane, le parole che Costanza affida ad Archimede risuonano come un monito perché la bellezza, il pensiero che scaturisce dal sapere ed all’esperienza della conoscenza, siano i soli strumenti per dare forma ad un futuro possibile. In questo lavoro di teatro/canzone sono felice di condurre Mario Incudine in quel bilico meraviglioso tra parola detta e parola cantata che dà forza a questo viaggio nell’interiorità più profonda di questo mito, di quel genio che è stato Archimede. Il testamento morale che Costanza DiQuattro costruisce, diventa un’affermazione di valori che appartengono alla cultura classica della Terra di Sicilia e che rappresentano la base su cui abbiamo costruito la civiltà occidentale ed Archimede in questo senso diviene simbolo di chi ha coraggio e determinazione per affermare il valore del rispetto dell’altro anche di fronte alla Barbarie. L’Archimede che vi proponiamo quindi dialoga con le nuove generazioni, e chiama loro ad un appello alla consapevolezza, a non chiudere gli occhi, a non addormentare le menti: non fare e non farsi del male. Un Archimede quindi profetico, che dal suo piccolo angolo di mondo ci invita a scoprire l’amore come unica vera sfida da intraprendere nella vita quasi che calcoli e razionalità non bastino di fronte alla più grande avventura: diventare Umani.