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2 aprile 2026 - Aggiornato alle 15:56
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Scenica Festival XVIII: Vittoria si accende, il barocco diventa palcoscenico a cielo aperto

Dal 22 al 31 maggio 2026 Vittoria si trasforma in palcoscenico a cielo aperto con 31 compagnie, prime nazionali, circo contemporaneo e progetti per il territorio

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Vittoria, una delle esibizioni dell'edizione 2025 di "Scenica Festival"

Vittoria, una delle esibizioni dell'edizione 2025 di "Scenica Festival"

Si accende con la XVIII edizione di Scenica Festival: dal 22 al 31 maggio 2026 il centro storico ibleo diventa un palcoscenico a cielo aperto, tra teatro, circo contemporaneo, danza e musica. Sotto la direzione di Andrea Burrafato, il festival – sostenuto da Ministero della Cultura, Regione Sicilia e Comune – porta 31 compagnie, 61 repliche e 100 artisti nelle piazze ipparine.

Dieci giorni di magia urbana: cortili, palazzi storici e Villa Comunale si trasformeranno in spazi scenici condivisi, dialogando con l’architettura barocca di Vittoria, città del ragusano tra serre e mare. Dopo le 10mila presenze del 2025, l’edizione 2026 cresce, con prime nazionali come Prometeo di PoEM – rilettura corale del mito ispirata a Gabriele Vacis – ed Eden di Théâtre Jaleo, pensato per le piazze. Non manca il circo: La vertigine del desiderio di El Grito (prima assoluta) e Porte-à-faux svizzero con Pro Helvetia.

Spiccano Heinz Baut di Traberproduktion, installazione performativa da ore, La Sparanoia dei Fettarappa/Guerrieri e Finzioni di Lupa Maimone, fusione immersiva di musica e movimento. Sezioni speciali: Raccordi (8x1000 Valdese) su immigrazione e integrazione con SAI e cooperative locali; Territorio per talenti iblei.

Burrafato, storico direttore, consolida Scenica come faro del Sud Italia: un festival che unisce generazioni e linguaggi, rendendo la comunità protagonista. Da anni riempie i vicoli di Vittoria – tra Chiostro delle Grazie e Teatro Colonna – con un pubblico trasversale, staff di 50 e collaborazioni nazionali.

In Sicilia sud-orientale, Scenica compete con Segesta e Taormina, ma vince per diffusione: non un palco unico, ma un’intera città viva. Biglietti in arrivo, programma completo presto. Il countdown scandisce l’estate culturale ragusana: maggio 2026, quando il barocco ipparino tornerà a respirare arte contemporanea.