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12 aprile 2026 - Aggiornato alle 20:15
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Il penultimo spettacolo della Stagione Fragori al teatro del Canovaccio

La domanda che divide: un esperimento teatrale che smaschera amicizie, desideri e la fragile etica del denaro

Dettagli evento

Il penultimo spettacolo della Stagione Fragori al teatro del Canovaccio

Il teatro del Canovaccio presenta il penultimo spettacolo della Stagione Fragori: "La domanda è..." Testo e regia di Stefano Francesco Russo. Con: Barbara Gutowski - Elmo Ler - Giovanni Maugeri - Loriana Rosto

Luci: Marco Napoli. Produzione: Babele Teatro in collaborazione con Mezzaria Teatro

17 aprile ore 21:00, 18-19 Aprile ore 17:30 e ore 21:00

“La domanda è …” NOTE DI REGIA

Antonin Artaud definiva il teatro “La zona incandescente dove l’essere umano smette di recitare e comincia a rivelarsi”.

Il testo “La domanda è …” nasce da un nucleo drammaturgico semplice solo in apparenza: una domanda, una domanda che, come ricordava J. L. Moreno,

“… non è mai un concetto astratto, ma un atto che mette in moto la realtà”.

Due coppie, legate da anni di amicizia, si ritrovano attorno a un esperimento scientifico, che appare rimbalzando, ora come test psicologico, ora come rito domestico, non privo di un certo sadismo. Il dispositivo scenico si sgretola progressivamente, perché il testo stesso è un meccanismo di erosione: erode le certezze affettive, erode la percezione del denaro come valore stabile. La scena, sin dal prologo coreografico ispirato alla grammatica fisica di Ryan Heffington, si offre come organismo vivo e pronto a mutare registro, dalla pantomima astratta al teatro borghese più rigoroso, in un continuo slittamento di codici. Secondo la lezione di Simmel: «Il denaro è il più gelido dei valori, ma accende le passioni più incandescenti».

Niente di più esatto. La domanda … – cento mila euro ora o un milione tra dieci anni? – non riguarda affatto il denaro, bensì il modo in cui il denaro ci attraversa, ci altera l’umore, ci sposta l’asse etico, ci costringe a rivelare ciò che non vorremmo confessare nemmeno a noi stessi.

Il valore del denaro, analizzato da un punto di vista più intimo, suscita reazioni d’analisi tormentate, fastidiose che dispongono il pubblico in una tacita immedesimazione,

Ora nonostante ci sia una netta distanza, d’altezza così come d’osservazione, tra personaggio e spettatore, lavorare su questa misura è un atto di trasformazione: vera bellezza? Solo il pubblico può dirlo! Soltanto lo spettatore può indossare i panni del personaggio, e non è interpretazione “passiva”, no! dalla poltrona ci si ritrova sul palco a porsi le medesime domande dei personaggi. Bene! Il gioco è fatto, il “Test” può avere inizio. “La domanda è …” non offre soluzioni, non pacifica, non consola.

È un congegno teatrale che mette lo spettatore davanti al proprio stesso baratro decisionale. Come ricordava Peter Brook, «Il teatro è vivo solo quando ci costringe a guardare dove non vorremmo guardare.» perché dire la verità, in scena, come nella vita, è sempre un atto di coraggio.

Info e prenotazioni 391 488 8921, 347 475 5553