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25 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:57
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Abitare fuori posto: quando la città trasforma la creatività in rendita

Una mappa dello spaesamento: il romanzo di Alice Valeria Oliveri racconta città, esclusione e l'aziendalismo culturale delle piattaforme

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Copertina libro Alice Valeria Oliveri

Copertina libro Alice Valeria Oliveri

Oggi alle 20, nella sala “Della notte” di Palazzo Platamone, tra i tanti appuntamenti del Catania Book Festival, torna “Abitare, infinito presente ’26” con “Abitare fuori posto”.

Al centro della riflessione del secondo appuntamento della rassegna itinerante, a cura di Officine Culturali, Claudia Cantale e Teresa Graziano, c’è il romanzo “Una cosa stupida” (Mondadori) di Alice Valeria Oliveri, che diventa la mappa per esplorare cosa accade quando il luogo in cui si vive non corrisponde alle coordinate con cui si è cresciuti.

Adriana Franco, la protagonista del romanzo, abita una città che la rifiuta e che rifiuta. Lavora in una redazione che la svuota. Guadagna appena abbastanza per la spesa e una stanza in condivisione. È fuori posto: geograficamente, socialmente, sentimentalmente.

Il romanzo ci permette di leggere, attraverso la sua protagonista, una trasformazione più vasta e meno personale: quella di una città che aveva fatto della musica e della cultura il proprio motore di rinascita, un polo che aveva alimentato l’idea, quasi una vocazione, di poter diventare un centro artistico e culturale, e che ora rivela il volto di un’industria piegata alle logiche algoritmiche del mercato.

Chi non si adatta all’aziendalismo e al produttivismo delle piattaforme resta fuori, ma chi si adatta – senza il capitale sociale giusto – resta comunque ai margini, schiacciato da un sistema che promette visibilità e produce esclusione.

La città non è uno sfondo: è prodotto e produttrice delle industrie culturali e creative, uno spazio che trasforma la creatività in rendita e l’appartenenza in accesso.

Partendo da “Una cosa stupida” di Alice Valeria Oliveri, il secondo incontro della rassegna esplorerà il tema dello spaesamento come condizione strutturale del presente.

Con l’autrice converseranno Claudia Cantale (sociologa dei processi culturali e comunicativi, Unict) e Teresa Graziano (geografa economico-politica, Unict).

La presentazione è il punto di partenza per una riflessione collettiva: un dialogo a più voci su identità, appartenenza e disillusione, e lo scontro tra vocazione artistica e produttivismo.