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3 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:34
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Agamennone: l'ultima confessione del re

Agamennone: l'ultima confessione di un re anziano, tornato dalla guerra e capace di riconoscere la propria vanità e la fragilità umana nella quiete del palazzo

Dettagli evento

Andrea Tidona e  Carolina Vecchia

Andrea Tidona e Carolina Vecchia

AGAMENNONE, teatro Libero Palermo

Compagnia Zerkalo, Roma

di Ghiannis Ritsos, traduzione Nicola Crocetti, progetto e regia Alessandro Machìa, con Andrea Tidona e con Carolina Vecchia, voice over Alessandra Fallucchi, scene Katia Titolo, costumi Sara Bianchi, luci Giuseppe Filipponio, habitat sonoro Giorgio Bertinelli, assistente alla regia Nicole Mastroianni

In collaborazione con il Festival APPIA NEL MITO. In accordo con Arcadia & Ricono srl. Per gentile concessione di Ery Ritsou.

Nella versione di Ritsos, il re di Micene, potente despota omerico a capo della spedizione contro Troia, è un uomo vecchio, giunto finalmente a casa dopo una lunga estenuante guerra e capace di un solo ultimo atto di valore: una confessione della propria versione della storia alla moglie Clitemnestra. Come se Cassandra lo avesse già informato della sua morte imminente, Agamennone ricompone i passi di un cammino durato dieci anni, non per evitare il proprio destino ma per testimoniare le poche reali vittorie che è riuscito a compiere su sé stesso, prima fra tutte la lucida visione della propria vanità.

Se in Eschilo non si vede mai cosa accade all'interno del palazzo, Ritsos invece ci porta all'interno del palazzo dove Agamennone racconterà la sua storia, quella di un uomo sensibile, fragilissimo, trasformato dalla guerra in cui ha visto e ha fatto tutto, una figura quasi sacralizzata dalla consapevolezza degli errori e dell'insensatezza umana, in grado di accorgersi addirittura delle piccole fatiche di una formica e di rivedervi tragicamente, le proprie.