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6 maggio 2026 - Aggiornato alle 20:00
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Cunto moderno: Salvo Piparo e i "Beati Tavoli" raccontano la Sicilia a tavola

Cunti sul cibo e la tavola come luogo di memoria e confronto ( repliche 16 e 23 maggio nel cortile di San Giovanni degli Eremiti)

Dettagli evento

Salvatore Piparo. Ph Salvo Damiano

Salvatore Piparo. Ph Salvo Damiano

«La tavola è trazzera», dice un famoso detto siciliano. La tavola è un cammino, un luogo di unione e confronto. Una visione della vita pienamente condivisa dal cuntastorie Salvo Piparo, che il 9 maggio debutterà all’Oratorio di San Mercurio, nel cortile di San Giovanni degli Eremiti, con «I Beati Tavoli» (repliche il 16 e il 23).

Un'opera, la sua, che attraverso la storia e le storie della tavola e del cibo racconta l'essenza stessa dell'isola. «Per noi siciliani i morsi della fame sono un motivo di orgoglio - racconta Piparo - attraverso questa fame atavica raccontiamo lo “spirito di patate”, scherziamo per esorcizzare il male».

Il cuntastorie attinge ai suoi ricordi e al repertorio popolare per comporre un cunto moderno che rivela tutto il suo amore per le origini e per una terra ricca di contraddizioni, dai pranzi familiari dell'infanzia ai tragici attentati da parte di Cosa Nostra.

Il tutto con il supporto delle musiche eseguite dal vivo da Margherita Riotta, interprete di lira greca e canto, che ci riporta all'età ellenistica e attraverso la voce di Piparo rivela la forza senza tempo del racconto, della parola, delle storie.