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9 maggio 2026 - Aggiornato alle 01:53
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Teatro Coppola: "L'ospite vuoto" metafora del tempo

Debutta al teatro Coppola 'L'ospite vuoto' di Ricardo Prieto, adattato e diretto da Melo Motta

Dettagli evento

Gli attori: Carlo Genova, Lydia Giordano, Edoardomonteforte, Melo Motta e Francesco Rizzo

Gli attori: Carlo Genova, Lydia Giordano, Edoardo Monteforte, Melo Motta e Francesco Rizzo

Debutta al teatro CoppolaL'ospite vuoto”, testo del drammaturgo uruguayano Ricardo Prieto, inedito in Italia, per l'adattamento e la regia di Melo Motta. Quattro repliche in tre giorni - venerdì 8 alle 21, sabato 9 alle 20 e domenica 10 maggio alle 17 e alle 20 - per uno spettacolo che si muove sul confine tra il teatro dell'assurdo e la riflessione politica, scritto nel 1970, nel clima che precedette la dittatura in Uruguay.

La famiglia Flores attraversa un periodo di ristrettezze economiche. Al padre Luigi si presenta un'occasione insperata: un giovane forestiero incontrato per strada, il misterioso signor Fergodlivio - facoltoso, dai modi bizzarri - cerca una camera in affitto per sé e per la moglie malata. In un impeto di spregiudicatezza, Luigi affitta la stanza del figlio a una cifra esorbitante, convinto di poter risolvere così tutti i suoi problemi. Ma all'arrivo dei nuovi inquilini la famiglia si trova di fronte a una verità sconcertante. Un piccolo dramma familiare che, alimentato dalla stolta ambizione umana, imboccherà l'inesorabile direzione del non ritorno.

L'ospite vuoto è una pièce in cui il vuoto - di senso, di identità, di futuro si fa presenza scenica, agendo sotto forma di potere e controllo, tanto sui personaggi, quanto sugli spettatori. Luigi, il padre, è infatti un uomo ambizioso senza vedute, a sguardo basso, disposto a sopportare tutto pur di ottenere il successo, pur di arrivare fin dove si può arrivare. Il vuoto dell'ospite è una metafora dei valori, della socialità e dei sistemi di potere che in questi anni stanno cambiando il volto del mondo. Il vuoto dell'ospite è un disagio che ci accomuna, un anello nella catena dei nostri tempi che ci è sfuggito e che ci spinge a domandarci: cosa c'è dentro al vuoto? Quanto ci somiglia? Quali strumenti abbiamo per riconoscerlo?

Il testo risulta di un'attualità sorprendente: così come in quegli anni l'ingerenza americana deviava pesantemente il corso della democrazia del paese, allo stesso tempo oggi viviamo una crisi sociale e politica che scuote nel profondo le nostre vite e i nostri valori (democratici e non solo), facendoli vacillare da dentro.