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23 luglio 2026 - Aggiornato alle 20:18
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Dieci anni di teatro e paesaggio ai piedi dell'Etna: lo Sciaranuova Festival celebra il decennale

Dieci anni ai piedi dell'Etna: dalla voce delle detenute alla satira rock, Sciaranuova Festival tra monologhi, musica e prime regionali

Dieci anni di teatro e paesaggio ai piedi dell'Etna: lo Sciaranuova Festival celebra il decennale

Dieci anni di teatro, paesaggio e cultura ai piedi dell'Etna. Lo Sciaranuova Festival – Teatro in Vigna, promosso dalla cantina Planeta nella tenuta di Sciaranuova, a Passopisciaro (Castiglione di Sicilia), celebra un traguardo importante confermandosi tra gli appuntamenti più suggestivi dell'estate siciliana. Sotto la direzione artistica di Ottavia Casagrande, la rassegna continua a portare la drammaturgia contemporanea tra i filari del vigneto, con lo sguardo che si apre sul vulcano e sulla Valle dell'Alcantara.

Ad aprire il festival, venerdì 24 luglio, sarà Tindaro Granata con "Vorrei una voce", intenso monologo nato da un laboratorio teatrale realizzato nella Casa circondariale di Messina. Attraverso le canzoni di Mina interpretate in playback, l'attore racconta le storie di cinque donne detenute, dando voce ai loro desideri, alle paure, ai ricordi e alle speranze. Ogni canzone diventa il filo conduttore di una vita, trasformando la musica in memoria e confessione. Al centro dello spettacolo c'è il tema del sogno: la capacità di immaginare un futuro migliore come ultimo spazio di libertà e di riscatto.

Il secondo appuntamento è in programma sabato 25 luglio con Babilonia Teatri, che porta in scena "Calcinculo", scritto e interpretato da Enrico Castellani e Valeria Raimondi, con la partecipazione straordinaria dell'illusionista Francesco Scimemi e le musiche dal vivo di Lorenzo Scuda. Lo spettacolo propone uno sguardo ironico, graffiante e provocatorio sulla società contemporanea, trasformando il palcoscenico in un insolito luna park dove convivono musica rock, giochi di magia e concorsi di bellezza canina. Una satira amara che alterna comicità e riflessione, mettendo in discussione i meccanismi dello spettacolo, del successo e delle contraddizioni del nostro tempo.

Per celebrare il decennale, Ottavia Casagrande ha scelto tre spettacoli accomunati dalla forza della parola teatrale, pur mantenendo linguaggi e sensibilità differenti. Se in "Vorrei una voce" il racconto procede attraverso i silenzi e i non detti, in "Calcinculo" la parola si intreccia con la musica e con una potente dimensione performativa, confermando la volontà del festival di proporre esperienze teatrali capaci di emozionare e far riflettere.

In questi dieci anni lo Sciaranuova Festival ha attraversato cambiamenti sociali, pandemie e trasformazioni culturali senza perdere la propria identità, continuando a credere nel valore del teatro come luogo di incontro, confronto e libertà. Una scommessa che il pubblico ha premiato stagione dopo stagione, rendendo la rassegna un punto di riferimento nel panorama culturale siciliano.

Dopo i primi due appuntamenti, il festival si concluderà sabato 1 agosto con la prima regionale de "La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza" di Alberto Fumagalli, interpretata da Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo e Federico Bizzarri per la compagnia bergamasca Les Moustaches.