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12 agosto 2026 - Aggiornato alle 13:54
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A caccia del bardo: Sergio Vespertino porta Shakespeare nei teatri di pietra

Sergio Vespertino nei teatri di pietra siciliani: "Essere o non essere Shakespeare", indagine comica sull'identità del Bardo tra anfiteatri, rovine e musica dal vivo

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Sergio Vespertino. Essere o non essere Shakespeare

Sergio Vespertino. Essere o non essere Shakespeare

L'estate teatrale di Sergio Vespertino è in grande fermento e lo sta portando a recitare sui siti archeologici più suggestivi d'Italia. Adesso è nella sua Sicilia con alcune produzioni Agricantus di Palermo inserite nel circuito dei Teatri di pietra.

Tra queste “Essere o non essere Shakespeare”, spettacolo scritto a quattro mani da Vespertino e Salvatore Ferlita con il contributo registico di Gianfranco Perriera, che riprende le repliche a partire dall'Anfiteatro Piano delle Fontane di Tusa (Messina) in calendario domenica 16 agosto, alle 21, e il Villaggio Preistorico dei Faraglioni di Ustica (Palermo) in scena l'indomani lunedì 17 agosto, alle ore 19. Le scenografie dello spettacolo sono di Giuseppe Ciaccio, le musiche dal vivo di Virginia Maiorana.

In “Essere o non essere Shakespeare” Vespertino veste i panni di un professore ossessionato dal mistero dell’identità del Bardo, coinvolgendo gli spettatori in un’irresistibile indagine tra citazioni e comicità. Vespertino: «Nel corso dello spettacolo parlo di lui, non delle sue opere, e lo metto in discussione. A ben vedere ci sono davvero pochi elementi che possano svelarci la vita del Bardo, avvolto com'è da un'aurea di mistero e di leggenda. Basti pensare che se ne perdono le tracce per sette anni... e poi le sue opere! Oltre alle più famose notoriamente ambientate nel nostro Paese, ce ne sono almeno quindici che profumano d'Italia... una questione di dettagli. Mi sono chiesto: e se qualcuno avesse abilmente costruito un grande bluff?».

Lo spettacolo replicherà, poi, mercoledì 19 agosto al Parco archeologico di Selinunte a Castelvetrano (Trapani); venerdì 21 agosto sul Belvedere della Cattedrale di Triokala a Caltabellotta (Agrigento); e martedì 25 agosto, ancora nell'Agrigentino, tra le rovine della Chiesa Madre di Montevago.

Le produzioni della Cooperativa Agricantus, diretta da Vito Meccio, confermano la volontà di portare nei teatri e nei luoghi della storia opere capaci di parlare a un pubblico trasversale, creando ponti tra passato e contemporaneità.