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16 agosto 2026 - Aggiornato alle 20:50
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Oreste: giovani eredi della violenza, tra vendetta e libertà di scelta

Oreste di Euripide per la regia di Dario Battaglia: una compagnia under 35 al Teatro Antico esplora colpa, giustizia e la lotta per spezzare la catena della violenza

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segesta veduta tempio - sito archeologico

segesta veduta tempio - sito archeologico

Sarà Oreste di Euripide a chiudere la settimana del Segesta Teatro Festival, con due rappresentazioni in programma il 22 e 23 agosto alle ore 19.30 al Teatro Antico. La nuova produzione è affidata alla regia di Dario Battaglia e a una compagnia composta da interpreti Under 35.

Al centro della tragedia c'è uno dei conflitti più radicali della tradizione classica: quello tra colpa, giustizia e responsabilità. La vicenda di Oreste ed Elettra diventa, nella rilettura contemporanea di Battaglia, il racconto di due giovani costretti a fare i conti con un'eredità di violenza che non hanno scelto.

I protagonisti si trovano intrappolati nella spirale delle colpe dei padri e in un sistema nel quale vendetta e giustizia rischiano continuamente di confondersi. Il passato sembra determinare il presente, lasciando poco spazio alla possibilità di scegliere un destino diverso.

L'arrivo di Pilade introduce però una nuova energia nella vicenda e contribuisce a trasformare il ritmo della tragedia. La messa in scena assume anche caratteristiche vicine al linguaggio del gangster movie, dando vita a un racconto serrato e contemporaneo, capace di avvicinare il testo di Euripide alla sensibilità delle nuove generazioni.

È proprio il rapporto tra passato e futuro a costituire uno dei nuclei più forti dello spettacolo. Oreste pone domande ancora attuali: quanto siamo responsabili delle colpe che ereditiamo? È possibile interrompere una catena di violenza? E soprattutto, quanto è difficile conquistare la libertà di scegliere chi essere?

La scelta di affidare il nuovo allestimento a una compagnia Under 35 rafforza ulteriormente questa prospettiva, trasformando la tragedia antica in uno spazio di confronto con il presente. In questo senso, Oreste si inserisce pienamente nel percorso della V edizione del Festival, dedicata ai temi della pace, della responsabilità e della costruzione di una nuova coscienza civile.